Un operaio di 43 anni, Stefano Giancane di Monteroni, è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione del Dea Fazzi di Lecce da due settimane, a seguito di una violenta aggressione subita il 1° luglio 2026. L'episodio si è verificato in una stazione di servizio lungo la tangenziale est di Lecce, dove la vittima si era recata per giocare alle slot machine.
L'aggressione è scaturita da un diverbio stradale, innescato da una manovra contromano compiuta dal 43enne in una strada a senso unico. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza hanno mostrato l'aggressore, un uomo di 42 anni originario di Cavallino, colpire la vittima alle spalle con due pugni.
Giancane è stato poi trascinato fuori dal bar della stazione e colpito ripetutamente mentre giaceva a terra, senza possibilità di reagire. L'aggressore ha quindi abbandonato il ferito vicino alle pompe di benzina, allontanandosi senza chiamare i soccorsi. L'episodio si è consumato alla presenza di testimoni.
La costituzione dell'aggressore e le indagini
L'autore del pestaggio, un 42enne incensurato, si è costituito alcuni giorni dopo l'accaduto presso la stazione dei carabinieri di Santa Rosa a Lecce, accompagnato dall'avvocato Raffaele Benfatto. L'uomo ha fornito la sua versione dei fatti, dichiarando di aver perso il controllo a causa della manovra contromano della vittima. Ha sostenuto che il 43enne, viaggiando a forte velocità, avrebbe messo a rischio l'incolumità dei suoi due figli piccoli, che si trovavano con lui in auto.
Una sterzata improvvisa per evitare l'impatto avrebbe causato la caduta dei bambini, con uno di loro che avrebbe sbattuto la testa.
L'aggressore ha raccontato di aver poi cercato del ghiaccio all'interno della stazione di servizio, dove avrebbe riconosciuto la vittima. Da qui sarebbe nato il diverbio degenerato in aggressione. Ha inoltre affermato di aver visto Giancane rialzarsi e dirigersi verso la propria auto dopo i colpi, circostanza che lo avrebbe indotto a sottovalutare la gravità delle lesioni inferte. In caserma, l'uomo si è assunto la piena responsabilità dell'accaduto, ha chiesto scusa e si è dichiarato disponibile a risarcire la famiglia della vittima.
A suo carico è scattata una denuncia a piede libero per lesioni gravissime, formalizzata dagli agenti della Squadra mobile di Lecce.
Questi ultimi hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza del luogo e stanno proseguendo le indagini per chiarire ogni aspetto della vicenda. Attualmente, la vittima, Stefano Giancane, presenta traumi multipli, fratture e lesioni polmonari, condizioni che gli impediscono di fornire la propria testimonianza.
La richiesta di giustizia della famiglia
Il fratello della vittima, Roberto Giancane, ha espresso il suo orrore per l'accaduto, basandosi sulla visione delle immagini di videosorveglianza. "La ricostruzione che emerge dalle immagini delle telecamere del circuito di videosorveglianza fa orrore", ha dichiarato Roberto Giancane. "L'aggressore, un giovane uomo palestrato, lo raggiunge alle spalle tramortendolo con due pugni per poi trascinarlo fuori dal bar della stazione e colpirlo ripetutamente con violenza, mentre mio fratello, che è esile di corporatura, resta esanime per terra, senza reagire.
Poi lo lascia vicino alle pompe di benzina, come un rifiuto qualsiasi e se ne va, senza neppure chiamare i soccorsi".
Roberto Giancane ha ribadito la posizione della famiglia riguardo all'aggressore: "Non ci potrà mai essere perdono e i suoi soldi non li vogliamo. Io e la mia famiglia chiediamo solo che venga fatta giustizia, perché è di tentato omicidio che si tratta". La famiglia Giancane chiede che la giustizia faccia il suo corso, considerando la gravità dei fatti e le condizioni critiche in cui versa Stefano.