Due educatrici di una scuola dell'infanzia nell'hinterland di Ancona sono agli arresti domiciliari dal 24 luglio 2026, accusate di maltrattamenti e abbandono di minori. La mancata inclusione nel fascicolo penale delle registrazioni e dei filmati raccolti dai carabinieri ha impedito alle difese l'esame del materiale probatorio.
Durante l'interrogatorio di garanzia davanti al gip di Ancona, Carlo Masini, le due donne, di 60 e 53 anni, si sono avvalse della facoltà di non rispondere. I loro legali, gli avvocati Italo D'Angelo e Francesco Napolitano, hanno chiesto la revoca degli arresti domiciliari, proponendo una misura cautelare meno afflittiva.
L'avvocato D'Angelo ha riferito che la sua assistita è "molto provata" e che gli episodi contestati sono "singoli", ma i filmati e le registrazioni non sono stati visionabili. Ha sottolineato che la sua assistita, educatrice "da anni" con "un ottimo ricordo" in molte famiglie, è una "persona serena, già provata dalla vita", in una "situazione delicata".
Le gravi accuse di maltrattamenti e abbandono
Le indagini dei carabinieri di Agugliano e Loreto, supportati dal Nucleo operativo e radiomobile di Osimo, hanno delineato un quadro di maltrattamenti fisici e psicologici. Le insegnanti avrebbero sottoposto bambini tra i tre e i sei anni a condotte inaccettabili: schiaffi, pizzicotti, strattonamenti e la chiusura nel bagno al buio.
Le accuse includono punizioni degradanti, come costringere i bambini a camminare scalzi o a rimanere sotto il sole senza cappellino, e l'abbandono dei minori, lasciati incustoditi in giardino.
Il provvedimento cautelare e le prossime fasi
Il gip di Ancona, su richiesta della Procura, ha disposto gli arresti domiciliari per le educatrici, ritenendo le condotte contestate incompatibili con il ruolo educativo. Le difese attendono ora di poter accedere al materiale probatorio. L'esame di tali elementi sarà cruciale per le fasi successive del procedimento, complesso e delicato.