Il presidente nazionale dell’Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha preso una posizione decisa sul tema delle infiltrazioni della criminalità organizzata nei consigli comunali della Campania. Intervenendo all’iniziativa “Le sfide degli amministratori”, promossa da Anci Campania per accogliere i sindaci eletti nell’ultima tornata, Manfredi ha sottolineato l’importanza cruciale dell’autoregolazione dei candidati.

“Nessuno potrà controllare dall’esterno l’organizzazione del consenso,” ha dichiarato Manfredi. “Solo l’autoregolazione dei candidati ci consente di tenere fuori elementi che hanno fatto tanto male alla nostra regione e continuano a farlo.

Sono elementi che dobbiamo emarginare, perché solo così possiamo costruire una Campania migliore.”

Il sindaco ha poi approfondito la necessità di una selezione etica del consenso elettorale, affermando con chiarezza: “Dobbiamo capire che non tutti i voti sono uguali. Ci sono voti che è meglio perdere”. Questa affermazione risuona in un momento delicato, segnato dai recenti scioglimenti di alcuni consigli comunali in Campania proprio a causa di infiltrazioni della criminalità organizzata. Manfredi ha descritto la situazione come “un aspetto doloroso sul quale dobbiamo dare delle risposte”.

La revisione delle norme e l'isolamento degli amministratori

Il tema degli scioglimenti dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose è stato più volte al centro delle riflessioni di Manfredi, il quale ha evidenziato come i sindaci si trovino spesso isolati nell’affrontare queste problematiche.

Ha ribadito con forza la necessità di rivedere le norme che regolano lo scioglimento dei comuni, criticando l’attuale impostazione.

Manfredi ha spiegato che “le norme si sono concentrate sulla parte politica, che spesso non è la parte debole rispetto all’infiltrazione che, invece, deriva da collusioni e commissioni tra la criminalità e la parte amministrativa e tecnica”. Questa focalizzazione, a suo parere, non affronta adeguatamente la radice del problema, lasciando vulnerabili le strutture amministrative.

Il fenomeno delle intimidazioni e i dati regionali

La gravità del contesto è confermata da dati recenti. Napoli è la provincia italiana più colpita dal fenomeno delle intimidazioni agli amministratori locali, registrando 16 casi distribuiti in 11 comuni nel 2025.

A livello regionale, la Campania ha visto ben 872 casi di intimidazione negli ultimi 16 anni, con una media di 54,5 episodi ogni anno. Negli ultimi dieci anni, 220 comuni sono stati oggetto di minacce, e di questi, 63 hanno subito intimidazioni per almeno tre anni consecutivi. Questi numeri evidenziano la complessità della situazione e l'urgenza di strumenti normativi più efficaci e di una maggiore solidarietà politica a sostegno degli amministratori.

Solidarietà istituzionale e l'avanzamento della riforma

In questo scenario, diverse figure istituzionali hanno espresso la loro solidarietà ai sindaci minacciati. Francesco Morra, presidente regionale Anci, ha promosso iniziative di sostegno. Il prefetto Michele di Bari ha rassicurato sull’impegno delle istituzioni a non lasciare soli i sindaci.

La sottosegretaria all’Interno, Wanda Ferro, ha confermato che la riforma sullo scioglimento dei comuni è in fase avanzata, con modifiche previste al testo unico degli enti locali. L’obiettivo è fornire un accompagnamento più efficace ai sindaci nelle situazioni complesse e, al contempo, rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.