Ha preso il via il 9 luglio 2026, presso il Tribunale dei Minorenni di Milano, l'udienza a carico dei tre giovani accusati dell'aggressione a Davide Cavallo, studente di 22 anni. Cavallo era rimasto gravemente ferito in corso Como, all'esterno di una discoteca della movida milanese, il 12 ottobre dell'anno precedente. L'aggressione gli ha causato lesioni permanenti a seguito di un accoltellamento. Il giovane si è presentato in tribunale accompagnato dal suo avvocato, Giovanni Azzena.
Un momento di forte impatto emotivo ha preceduto l'inizio dell'udienza: Davide Cavallo ha abbracciato uno dei minorenni imputati, visibilmente commosso, fino a lasciarsi andare a un pianto liberatorio.
Successivamente, ha avuto un lungo colloquio con un altro degli aggressori. I tre giovani, descritti come un "branco", sono accusati di aver rapinato, pestato e accoltellato lo studente. Attualmente, due di loro si trovano in comunità, mentre il terzo è detenuto in carcere.
Le richieste della difesa e i precedenti
Nel corso dell'udienza, i difensori dei tre minorenni hanno richiesto l'accesso all'istituto della messa alla prova. Questa misura alternativa al processo penale mira a un percorso di responsabilizzazione e riparazione del danno. In subordine, è stata avanzata la richiesta di un processo con rito abbreviato e la possibilità di seguire un percorso di giustizia riparativa.
La vicenda si lega ad altri sviluppi giudiziari.
Per lo stesso episodio, Alessandro Chiani, 19 anni, identificato come l'autore materiale delle coltellate, è stato condannato lo scorso maggio, con rito abbreviato, a 20 anni di reclusione ed è stato ammesso alla giustizia riparativa. Ahmed Atia, 18 anni, che per l'accusa avrebbe agito da "palo", è stato assolto dall'accusa di rapina ma condannato per omissione di soccorso, con una pena di 10 mesi e 20 giorni.
Il ruolo del Tribunale per i Minorenni
Il Tribunale per i Minorenni di Milano è l'organo giudiziario preposto ai procedimenti penali e civili che coinvolgono individui di età inferiore ai diciotto anni. Le sue funzioni primarie includono la tutela dei minori, la gestione delle misure di prevenzione e la promozione di percorsi di recupero e reinserimento sociale.
Strumenti come la messa alla prova e la giustizia riparativa sono previsti dalla normativa italiana proprio per favorire la responsabilizzazione e il reinserimento dei giovani autori di reato.
Questa complessa vicenda ha evidenziato l'importanza di percorsi alternativi alla detenzione per i minorenni coinvolti in reati gravi, ponendo l'accento sul ruolo cruciale del Tribunale per i Minorenni nell'applicazione di tali misure per un efficace recupero sociale.