Un episodio di aggressione in strada ha scosso San Benedetto del Tronto lo scorso 11 luglio 2026, quando un cittadino iracheno è stato picchiato dopo essere stato buttato a terra. L'aggressore, identificato come Giuseppe Barboni, imprenditore e militante di Futuro Nazionale, ha successivamente condiviso il video dell'accaduto sulla propria pagina Facebook, alimentando ulteriormente il dibattito.

La vittima ha prontamente presentato denuncia presso il commissariato locale, allegando un certificato medico che attesta una prognosi di 14 giorni a seguito delle lesioni riportate.

Di conseguenza, la procura di Ascoli Piceno ha annunciato l'apertura di un fascicolo nei confronti di Barboni, ipotizzando il reato di lesioni personali.

Le controverse dichiarazioni di Giuseppe Barboni

Giuseppe Barboni, 38 anni, ha commentato pubblicamente l'accaduto durante una trasmissione radiofonica, esprimendo una posizione tutt'altro che pentita. “Io pentito? Ma stiamo scherzando? Anzi, un po’ mi sono pentito perché potevo benissimo prenderlo e addormentarlo, usando delle tecniche. Invece gli ho dato due buffetti, due carezze. Gli potevo spezzare un braccio, gli potevo spezzare una gamba. Era così ormai inerme, svenuto. E io invece non ho fatto nulla”, ha dichiarato Barboni, minimizzando la gravità delle sue azioni.

L'imprenditore ha inoltre fornito la sua versione dei fatti, sostenendo di aver tentato inizialmente di allontanare l'uomo con educazione. “Pensavo che stesse per prendere un coltello, quindi l’ho fermato”, ha spiegato, giustificando il suo intervento con il timore di una potenziale minaccia. Ha poi aggiunto di aver "tolto un problema alla società".

La posizione di Futuro Nazionale sull'accaduto

In merito all'episodio e al coinvolgimento di Barboni, Fabrizio Ciarapica, coordinatore di Futuro Nazionale nelle Marche, ha tenuto a precisare la posizione del movimento. Ciarapica ha sottolineato che Barboni è un "semplice iscritto" e non ricopre alcun incarico o funzione di rappresentanza all'interno di Futuro Nazionale.

Il coordinatore regionale ha inoltre commentato il più ampio contesto sociale, affermando: “Molti cittadini avvertono un crescente senso di insicurezza e chiedono risposte concrete su sicurezza e legalità. È un disagio che la politica ha il dovere di affrontare con serietà e una maggiore presenza dello Stato. Proprio per questo la risposta non può mai essere la violenza o la giustizia fai da te”, prendendo le distanze da azioni di giustizia fai da te.

Il movimento Futuro Nazionale e le reazioni

Futuro Nazionale, secondo quanto riportato dal suo coordinatore regionale, vanta oltre 130 mila iscritti che hanno aderito autonomamente tramite il sito ufficiale. L'organizzazione ha ribadito che a Giuseppe Barboni non è stato attribuito alcun ruolo di rappresentanza o incarico ufficiale.

L'episodio ha generato un'ampia risonanza sui social media, dividendo l'opinione pubblica tra chi esalta l'aggressore come "giustiziere" e chi condanna fermamente il suo operato. L'attenzione rimane alta sulle future dichiarazioni dei vertici del movimento, in attesa di ulteriori prese di posizione.