Il 21 luglio 2026, la città di Napoli è stata teatro di un significativo presidio promosso da collettivi e associazioni, uniti nella richiesta di “verità e giustizia” per Abderrahim Fakir. Il quarantaduenne è deceduto il 19 luglio precedente, a seguito di un intervento delle forze dell'ordine avvenuto nel quartiere Pilastro di Bologna. L'iniziativa partenopea si è svolta in un clima di sentita partecipazione, con la presenza di numerosi cittadini e rappresentanti delle realtà associative locali, tutti intenti a sollecitare chiarezza sulle circostanze che hanno portato alla morte di Fakir.
La mobilitazione a Napoli per Abderrahim Fakir
Durante la manifestazione napoletana, i partecipanti hanno esposto striscioni e cartelli che chiedevano con forza una completa chiarezza sulle dinamiche del decesso di Fakir. Le associazioni e i collettivi che hanno organizzato l'evento hanno ribadito la necessità improrogabile di un'indagine trasparente e approfondita sull'accaduto. Questo appuntamento si inserisce in un più ampio contesto di mobilitazioni che stanno interessando diverse città italiane, tutte accomunate dall'obiettivo di mantenere alta l'attenzione pubblica su un caso che ha già suscitato notevole clamore.
La morte di Abderrahim Fakir, avvenuta durante un'operazione delle forze dell'ordine nel quartiere Pilastro di Bologna, ha generato una vasta eco.
Numerose realtà associative hanno prontamente espresso la loro preoccupazione, richiedendo un accertamento scrupoloso e completo dei fatti. Gli organizzatori del presidio hanno reiterato la loro richiesta di “verità e giustizia”, sottolineando la gravità dell'episodio e l'urgenza di fare piena luce su ogni aspetto della vicenda.
Presidi in tutta Italia: l'eco da Milano
In contemporanea con l'iniziativa svoltasi a Napoli, altre città italiane hanno ospitato manifestazioni simili. Tra queste, spicca il presidio di Milano, dove alcune centinaia di persone si sono radunate nei pressi della prefettura, in Corso Monforte. Anche nel capoluogo lombardo, l'obiettivo era chiedere con determinazione chiarezza sulla morte di Fakir.
La protesta milanese è stata caratterizzata dall'esposizione di striscioni eloquenti, tra cui uno che recitava: “Verità e giustizia per Abderrahim Fakir, ucciso dal razzismo di Stato”. Dal megafono, gli organizzatori hanno lanciato un appello perentorio, affermando che “questo omicidio non può passare sotto silenzio” e sollecitando che venga fatta piena luce sulle responsabilità di quanto accaduto.
Alla manifestazione di Milano hanno aderito numerose e diverse realtà del tessuto sociale e politico. Tra queste, si annoverano il centro sociale Lambretta, il Cantiere, Si Cobas Milano, Giovani Palestinesi Milano, Fgc Milano, Coa T28, il Comitato antirepressione Milano, Stop profilazione razziale, il Comitato Abba Vive e Cub Trasporti. I partecipanti hanno espresso la loro profonda solidarietà alla famiglia di Fakir, unendosi alla richiesta collettiva affinché venga garantita una giustizia piena e inequivocabile.