Due lavoratori di origine egiziana, impiegati in un cantiere edile a San Sigismondo, frazione di Chienes, hanno messo in atto una protesta salendo su una gru per denunciare il mancato pagamento delle retribuzioni. L'episodio, verificatosi nei giorni scorsi, ha immediatamente catalizzato l'attenzione della Fillea/Cgil, che si è prontamente attivata per gestire la delicata situazione.

Il sindacato ha avviato un dialogo diretto con i due operai e con l'impresa coinvolta, oltre a interfacciarsi con l'Ispettorato del lavoro. Grazie a questa efficace mediazione, i lavoratori hanno potuto ricevere un acconto sulle spettanze dovute.

Secondo le dichiarazioni dei due fratelli egiziani, l'azienda edile per cui prestano servizio avrebbe un debito nei loro confronti pari a 18 mila euro. L'impresa, con sede a Cremona e anch'essa guidata da un cittadino egiziano, ha manifestato una chiara disponibilità a risolvere la problematica, impegnandosi a corrispondere gli stipendi arretrati.

L'intervento del sindacato e il ruolo delle istituzioni

La Fillea/Cgil ha enfatizzato l'importanza della mediazione e della concertazione come strumenti fondamentali per superare situazioni problematiche come quella riscontrata. Un risultato immediato dell'intervento sindacale è stato il soggiorno dei lavoratori in un albergo nelle vicinanze del cantiere, con tutte le spese sostenute dal datore di lavoro.

Il segretario Marco Nardini ha ribadito che «anche in casi di situazioni problematiche, attraverso la mediazione e con una buona concertazione è possibile risolvere e superare le difficoltà». Il sindacato ha assicurato che continuerà a seguire da vicino l'evolversi della vicenda, mantenendo un costante contatto con l'Ispettorato del lavoro.

La campagna 'Uniti sotto lo stesso casco' e il contesto locale

Questa vicenda si inserisce nel più ampio contesto della campagna Fillea 'Uniti sotto lo stesso casco', un'iniziativa strategica volta a contrastare lo sfruttamento dei lavoratori immigrati, la frammentarietà dell'occupazione, la precarietà dei contratti e la scarsa attenzione alla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il segretario Nardini ha inoltre evidenziato una preoccupante carenza di ispettori in Alto Adige, pur riconoscendo l'elevata preparazione e professionalità di quelli attualmente in servizio. I lavoratori hanno espresso gratitudine alla categoria e alla Cgil di Bolzano non solo per l'interessamento concreto, ma anche per l'umanità dimostrata nel gestire il loro caso.

Parallelamente all'azione sindacale, l'Ispettorato del lavoro e i Carabinieri stanno conducendo indagini approfondite sulla questione. La Fillea/Cgil, da parte sua, ribadisce il proprio impegno costante nella difesa dei diritti e nella tutela dei lavoratori all'interno dei cantieri edili della regione.