La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per incendio doloso a carico di ignoti, in seguito al vasto rogo che ha devastato il deposito milanese della Bartolini (Brt) nella zona della Bovisa. L'indagine è coordinata dal procuratore Marcello Viola e dal pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia (Dda) Paolo Storari. L'ipotesi di reato è stata formulata in via precauzionale per accertare, ed eventualmente escludere, che l'evento sia stato causato da un attentato o un sabotaggio.

La dinamica del rogo e i primi accertamenti

Il maxi rogo è divampato mercoledì 8 luglio 2026, intorno alle 19:30, nel deposito Brt in via Don Minzoni, zona Bovisa a Milano, non lontano dal campus del Politecnico.

Le fiamme sarebbero partite da un pacco caricato su un camion diretto a Torino. Dal pacco, inserito nel container, si è sprigionato prima fumo e poi le fiamme. Il rogo ha avvolto un capannone centrale e alcuni mezzi parcheggiati, esplosi per il calore. Non risultano feriti né intossicati; la palazzina uffici non è stata coinvolta.

Le operazioni di spegnimento si sono rivelate complesse: cinque squadre dei vigili del fuoco sono intervenute, supportate da 118, Protezione Civile, Carabinieri, Arpa, Ats e Polizia Locale, che ha chiuso le strade adiacenti. L'incendio ha generato una fitta colonna di fumo nero, visibile a chilometri, e un intenso odore di bruciato, percepito in vari quartieri. Il Comune ha invitato i residenti a non sostare all'aperto e a tenere le finestre chiuse.

L'inchiesta e la collaborazione di Brt

Il deposito Brt è un centro per lo smistamento di pacchi. L'azienda ha confermato l'assenza di feriti tra il personale presente al momento dell'incendio, attivando immediatamente le procedure di sicurezza. Bartolini sta collaborando attivamente con vigili del fuoco, autorità giudiziaria, Arpa e Protezione Civile per accertare le cause del rogo. L'area, di fronte a uno studentato e vicina al campus del Politecnico, è al centro dell'attenzione. L'apertura del fascicolo per incendio doloso da parte della Procura di Milano mira proprio a chiarire la dinamica e a verificare se vi siano elementi che confermino o escludano un'origine intenzionale. Le indagini proseguono per ricostruire ogni dettaglio dell'accaduto.