La sentenza di primo grado sul crollo del viadotto Polcevera, avvenuto a Genova il 14 agosto 2018, ha stabilito che i 32 condannati vedranno prescriversi i reati contestati – ovvero il crollo colposo e gli omicidi colposi stradali – in un arco temporale compreso tra il 7 aprile 2032 e il 14 febbraio 2036. La decisione del tribunale di Genova definisce così le prime scadenze per la prescrizione dei reati legati alla tragedia del Ponte Morandi.
Tra gli imputati, l'ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia (Aspi), Giovanni Castellucci, ha ricevuto la pena più severa: 12 anni di reclusione, a fronte dei 18 anni e 6 mesi richiesti dalla Procura.
Per Castellucci, il reato di crollo colposo si prescriverà il 14 agosto 2033, mentre gli omicidi colposi stradali il 14 febbraio 2036. Il collegio giudicante, presieduto da Paolo Lepri e composto dai giudici Fulvio Polidori e Ferdinando Baldini, ha inoltre stabilito che per i condannati che avevano cessato le loro funzioni prima dell’8 dicembre 2005, la prescrizione sia per gli omicidi colposi sia per il crollo colposo avverrà il 7 aprile 2032.
Le responsabilità e i prossimi passi giudiziari
La sentenza ha delineato responsabilità personali su più fronti, coinvolgendo la dirigenza di Autostrade per l’Italia, la società Spea e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Complessivamente, sono stati condannati 32 imputati, mentre per altri 25 sono state pronunciate assoluzioni o prescrizioni.
Il totale delle pene inflitte ammonta a quasi 200 anni di carcere. Il collegio giudicante disporrà di 180 giorni per il deposito delle motivazioni. A seguire, si aprirà la fase dei ricorsi in appello, sia da parte dei difensori dei condannati sia della Procura, che ha preannunciato l’intenzione di impugnare la sentenza. L'impugnazione della Procura si concentra in particolare sul mancato riconoscimento dell’aggravante degli omicidi colposi legata alla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.
L’obiettivo primario della Procura è scongiurare che, in un eventuale secondo grado di giudizio, la caduta dell’aggravante “stradale” possa portare alla prescrizione di tutti gli omicidi colposi, con la conseguente possibilità di un significativo taglio sull’ammontare delle condanne.
L’aggravante relativa alla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro è stata esclusa dalla sentenza di primo grado.
Le reazioni e il prosieguo del processo
Il Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi, per voce della sua presidente Egle Possetti, ha espresso un commento sulla decisione del tribunale, dichiarando: “Siamo soddisfatti, ma contenti è un’altra cosa”. La Possetti ha voluto sottolineare l’importanza del riconoscimento delle responsabilità individuali, evidenziando come la sentenza abbia coinvolto tutti i filoni di responsabilità individuati nel corso del processo, riconoscendo la complessità della vicenda.
Il procedimento giudiziario è destinato a proseguire con i prossimi gradi di giudizio, attraverso i ricorsi in appello presentati sia dai condannati che dalla Procura. Le scadenze per la prescrizione dei reati rimangono fissate tra il 2032 e il 2036, variando in base alle specifiche posizioni degli imputati e alle funzioni ricoperte al momento dei fatti.