Un'importante operazione dei Carabinieri, coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza, ha portato all'esecuzione di undici misure cautelari nella provincia di Foggia. I provvedimenti, emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari di Potenza, sono stati notificati il 21 luglio 2026 a persone accusate, a vario titolo e in concorso, di gravi reati tra cui furto e tentato furto aggravato di autovettura, furto aggravato ai danni di istituti di credito mediante esplosivo, porto in luogo pubblico di ordigni esplosivi e rapina.

L'indagine ha avuto inizio a seguito di un audace assalto a un bancomat avvenuto nel marzo 2025 a Lavello, in provincia di Potenza.

In quell'occasione, lo sportello automatico era stato fatto esplodere con il cosiddetto "metodo della marmotta", una tecnica criminale che prevede l'inserimento di un ordigno artigianale all'interno della fessura del bancomat per provocarne l'apertura forzata tramite una potente detonazione. Le attività investigative, meticolosamente coordinate dalla Procura del capoluogo lucano, hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti e identificare i presunti responsabili.

Il "metodo della marmotta" e l'organizzazione criminale

I reati contestati agli indagati delineano un quadro di criminalità organizzata specializzata. Tra questi, spiccano il furto e il tentato furto aggravato di autovetture, spesso utilizzate come mezzi per la fuga, e il furto aggravato ai danni di istituti di credito, perpetrato con l'uso di esplosivi.

La tecnica predominante, come emerso dall'episodio di Lavello, è il "metodo della marmotta": un ordigno rudimentale ma efficace viene introdotto nelle bocchette degli sportelli ATM. La conseguente forte detonazione non solo consente l'accesso alle casseforti contenenti il denaro contante, ma provoca anche ingenti danni strutturali alle filiali bancarie.

Le indagini hanno rivelato l'esistenza di una struttura ben organizzata dietro questi assalti. I membri del gruppo operavano con ruoli predefiniti: autisti, vedette per monitorare l'ambiente circostante, staffettisti per facilitare la fuga e la logistica, ed esecutori con compiti operativi specifici. Questa chiara divisione dei compiti evidenzia una pianificazione dettagliata e una professionalità criminale.

Gli episodi contestati si inseriscono in un contesto più ampio di attività illecite che hanno interessato diverse province del centro-sud Italia, dimostrando la portata e la mobilità del gruppo.

L'impegno delle forze dell'ordine

La Procura della Repubblica di Potenza ha svolto un ruolo centrale nel coordinamento delle complesse indagini che hanno condotto all'emissione delle misure cautelari. L'esecuzione dei provvedimenti è stata affidata ai Carabinieri del Comando provinciale di Potenza, che hanno operato con il fondamentale supporto dei colleghi del Comando provinciale di Foggia, data la localizzazione degli indagati. Questa sinergia tra i diversi comandi provinciali dell'Arma dei Carabinieri e la magistratura è cruciale nel contrasto ai reati contro il patrimonio e alla criminalità organizzata che opera su più fronti territoriali.

L'operazione sottolinea l'impegno costante delle forze dell'ordine nella tutela della sicurezza pubblica e nella prevenzione dei reati. Le attività investigative e di controllo del territorio, condotte dai Carabinieri in collaborazione con la magistratura, mirano a garantire l'ordine pubblico e la protezione dei cittadini, intervenendo in modo deciso contro fenomeni criminali strutturati e pericolosi per la collettività. L'azione congiunta ha permesso di smantellare un gruppo dedito ad assalti violenti, ripristinando la legalità e la sicurezza nelle aree colpite.