L'Alta Corte di Londra ha emesso una sentenza significativa il 7 luglio 2026, respingendo la causa intentata dal principe Harry e da un gruppo di altre sei personalità di spicco, tra cui il celebre musicista Elton John, l'attrice Liz Hurley e l'attivista Doreen Lawrence. L'azione legale era stata promossa contro l'editore del noto tabloid britannico Daily Mail, accusato di aver condotto attività illecite e intercettazioni illegali. Il giudice Matthew Nicklin, presiedendo il caso, ha stabilito che le accuse di tali condotte illecite, mosse dai ricorrenti a loro danno, non sono state provate in sede giudiziaria.
Il verdetto, annunciato alle 15:20 ora locale di Londra, ha dunque escluso qualsiasi responsabilità diretta da parte dell'editore del quotidiano.
La decisione del giudice e le implicazioni economiche
Nella sua motivazione, il giudice Nicklin ha chiaramente affermato che "l’attività illecita non è stata provata", sottolineando come non vi fossero elementi sufficienti a dimostrare le gravi accuse. Ha inoltre considerato la possibilità realistica che le informazioni pubblicate dal Daily Mail provenissero da fonti del tutto legittime, e non da pratiche illegali. La causa, che vedeva coinvolti anche l'attrice Sadie Frost, l'attivista Doreen Lawrence, l'ex politico Simon Hughes e David Furnish, marito di Elton John, mirava a ottenere il riconoscimento di danni sostanziali per le presunte violazioni della privacy subite.
Le spese legali accumulate dalle parti nel corso degli anni di preparazione e di un processo che si è protratto per ben undici settimane sono state stimate in una cifra considerevole, pari a circa 40 milioni di sterline. Questa somma evidenzia l'ingente costo di un contenzioso di tale portata.
Le argomentazioni della difesa e i precedenti legali del principe Harry
L'editore del Daily Mail, Associated Newspapers Ltd., ha accolto la decisione giudiziaria con grande enfasi, definendola una "vittoria schiacciante" e una "magnifica rivendicazione" del proprio operato giornalistico. Gli avvocati della difesa hanno strenuamente sostenuto che i circa cinquanta articoli oggetto della contestazione erano stati redatti basandosi su fonti pienamente lecite.
Tra queste fonti, sono stati citati amici, collaboratori della casa reale e pubblicisti, che avrebbero fornito informazioni ai reporter in modo del tutto regolare. A supporto di questa tesi, Katie Nicholl, ex editor del Mail on Sunday (pubblicazione sorella del Daily Mail), ha rilasciato una dichiarazione significativa: "Avevo ottime fonti nella cerchia ristretta" del principe Harry, suggerendo che le informazioni provenissero da contatti diretti e non da metodi illeciti.
Questa sentenza si inserisce in un quadro più ampio di procedimenti legali avviati dal principe Harry contro diversi editori di tabloid britannici per presunte violazioni della privacy. Nel 2023, il principe aveva ottenuto un importante successo giudiziario contro i publisher del Daily Mirror, condannati per pratiche di "phone hacking" diffuse e abituali.
Successivamente, anche il tabloid The Sun aveva presentato scuse formali e accettato di versare danni consistenti per intrusioni nella sua vita privata. Tuttavia, nel caso specifico contro il Daily Mail, il giudice ha ritenuto che le prove presentate non fossero sufficienti a dimostrare un uso sistematico e continuativo di metodi illeciti, marcando una netta differenza rispetto agli esiti delle sue precedenti battaglie legali.