Il 20 luglio 2026, la città portuale di Bushehr, situata nel sud dell'Iran, è stata teatro di attacchi statunitensi che hanno interessato diverse località. Bushehr è un punto strategico in quanto ospita l'unica centrale nucleare civile del Paese. Mohammad Mozaffari, governatore di Bushehr, ha rilasciato una dichiarazione in cui si legge che "diverse località della città di Bushehr sono state colpite dai proiettili del nemico americano", sottolineando la gravità degli eventi.

Le operazioni militari statunitensi hanno coinvolto specificamente due siti militari a Khomuj, colpiti due volte nell'arco della stessa giornata, come confermato da Ehsan Jahanian, vicegovernatore della provincia di Bushehr.

Il governatore Mozaffari ha ulteriormente precisato che le aree interessate dagli impatti includono la zona dove si erge la centrale nucleare di Bushehr. Parallelamente, notizie provenienti da Orumiyeh hanno segnalato che un'area nei pressi di Silvaneh, nella provincia nord-occidentale dell'Azerbaigian Orientale, è stata anch'essa oggetto di un attacco. Questa non è la prima volta che la regione di Silvaneh è coinvolta in azioni militari: già all'inizio di marzo, forze statunitensi e israeliane avevano precedentemente colpito una base dei Guardiani della Rivoluzione situata nelle vicinanze.

Obiettivi e portata degli attacchi

Gli attacchi hanno dimostrato di avere una portata significativa, interessando sia obiettivi militari strategici che aree potenzialmente vicine a infrastrutture civili.

Nello specifico, i raid hanno coinvolto la città di Bushehr, dove si trova la cruciale centrale nucleare civile, e la località di Khomuj, con due distinti attacchi diretti ai siti militari presenti. La provincia dell’Azerbaigian Orientale ha visto colpita l'area nei pressi di Silvaneh, una zona che in marzo era già stata teatro di precedenti azioni contro una base dei Guardiani della Rivoluzione, evidenziando una continuità nelle operazioni.

La centrale nucleare di Bushehr: contesto e sensibilità

La centrale nucleare di Bushehr rappresenta l'unico impianto nucleare attualmente operativo in Iran, un elemento chiave per il programma energetico del Paese. L'impianto è situato circa 17 chilometri a sud della città di Bushehr, all’interno di un vasto complesso che si estende per 2,5 chilometri quadrati.

Al suo interno, il sito ospita due edifici reattore: uno dei quali è pienamente operativo, mentre l'altro risulta non ancora completato. Il reattore Bushehr-1, con una capacità elettrica netta di circa 915 megawatt, è entrato in funzione commerciale nel settembre 2013. La presenza di combustibile nucleare e materiali radioattivi all'interno del complesso rende ogni potenziale danno ai suoi sistemi di raffreddamento, alimentazione o contenimento una questione di estrema sensibilità e preoccupazione.

Recenti immagini satellitari hanno rivelato la presenza di nuovi danni all’interno del complesso della centrale di Bushehr, visibili a seguito di una recente ondata di attacchi statunitensi. Nonostante le evidenze visive, le autorità locali hanno costantemente affermato che il reattore principale non ha subito danni diretti e ha continuato a operare normalmente.

Questa rassicurazione è stata fornita anche in occasione di episodi precedenti, verificatisi tra marzo e aprile 2026, quando furono segnalati impatti all’interno dell’impianto senza che si registrassero conseguenze dirette sul funzionamento del reattore stesso.