Il giudice per le indagini preliminari, Cristian Mariani, ha convalidato l'arresto di Mohammed Saidi, 27enne di origine algerina, disponendo per lui la custodia cautelare in carcere. La grave decisione giunge in seguito all'accusa di sfregio permanente al viso, un reato di inaudita violenza che ha profondamente scosso la città di Milano. L'episodio, di particolare efferatezza, si è consumato lo scorso 9 luglio nel mezzanino della centralissima fermata Duomo della metropolitana, dove Saidi ha brutalmente aggredito una ragazza di 23 anni, colpendola con un coltello al volto in un atto di pura e immotivata crudeltà.

La dinamica dell'aggressione, ricostruita grazie alle testimonianze della giovane vittima e di altri presenti, rivela momenti di forte tensione. L'uomo avrebbe avvicinato la ragazza urlando "perché mi stai guardando?". La 23enne, nel tentativo disperato di proteggersi e disinnescare la situazione, avrebbe risposto di non stare guardando lui, ma di essere intenta a parlare con un'amica. Nonostante il tentativo di difesa verbale, Saidi si sarebbe avvicinato ulteriormente, compiendo prima l'atto spregevole di sputare contro la ragazza, per poi colpirla violentemente con un pugno e, infine, sfregiarle il volto con un coltello. L'arma, elemento cruciale dell'aggressione, non è stata ritrovata, suggerendo che l'aggressore possa averla gettata via durante la fuga.

Le motivazioni della custodia cautelare

Il giudice per le indagini preliminari ha motivato la convalida dell'arresto e la disposizione della misura cautelare in carcere riconoscendo l'aggravante dei futili motivi e l'evidente pericolosità sociale dell'indagato. È stato sottolineato come Saidi abbia agito con una "totale incapacità di controllo e una spregiudicatezza di azione contro una donna inerme", un comportamento ancora più allarmante se si considera che l'uomo era già stato arrestato poche ore prima dell'aggressione. Questa condotta ha evidenziato una chiara propensione alla violenza e una mancanza di rispetto per le norme e la sicurezza altrui. Il pubblico ministero, nella sua richiesta di convalida, aveva già evidenziato il rischio concreto di reiterazione del reato e di fuga, affermando con fermezza: "Potrebbe colpire ancora, è pericoloso".

Il profilo dell'indagato e le accuse

Il profilo di Mohammed Saidi rivela una situazione di irregolarità e precarietà. L'uomo è infatti irregolare in Italia e risulta senza fissa dimora. Nonostante sia incensurato secondo i registri attuali, vanta precedenti per furto e danneggiamento di auto, episodi che ne delineano una storia di condotte illecite. Aveva inoltre presentato una richiesta di asilo politico in Germania nel 2022. Era tornato in libertà dopo una precedente convalida di un provvedimento, un dettaglio che aggiunge ulteriore gravità alla sua recidività. I capi di imputazione a suo carico sono molteplici e gravi: sfregio permanente al volto, lesioni personali per il pugno inferto alla vittima e resistenza a pubblico ufficiale, manifestata durante le fasi dell'arresto.

Al momento, non risultano contestate aggravanti legate all'odio di genere o religioso, un aspetto che potrebbe essere oggetto di ulteriori approfondimenti investigativi.

La vittima, una giovane donna, ha riportato ferite al volto con una prognosi iniziale di circa dieci giorni. La lesione, situata in una zona delicata e non lontana dall'occhio, avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi, evidenziando la brutalità dell'attacco e la potenziale minaccia alla vista della ragazza. L'intera vicenda sottolinea l'urgenza di affrontare con determinazione episodi di violenza urbana e di garantire la sicurezza dei cittadini.