La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha ribadito con forza la necessità di investire maggiori risorse per la sicurezza urbana, sottolineando come la copertura dei punti critici della città non possa prescindere da un impegno congiunto. L'intervento è avvenuto a margine dell'inaugurazione della nuova struttura di Villa San Teodoro a Di Negro, dove la prima cittadina ha evidenziato che la gestione dell'allarme sicurezza, in particolare sui mezzi pubblici, non può ricadere esclusivamente sulla polizia locale. Alla riunione, che ha visto la partecipazione anche del questore, è emersa la richiesta di un supporto più ampio dalle altre forze dell'ordine.
"Quello che abbiamo chiesto è un aiuto dalle altre forze dell'ordine, perché non si può pensare che ci sia solo la polizia locale", ha dichiarato Salis. La sindaca ha riconosciuto l'impegno costante e la prontezza di intervento della polizia locale, citando come esempio la risposta immediata sulla linea 71, ma ha chiarito: "Da soli non possiamo farcela". Questa posizione è rafforzata anche dal messaggio dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci), che denuncia come le polizie locali siano sovraccariche e prive di un'adeguata copertura da parte delle altre forze dell'ordine a livello nazionale.
Appello al Governo per investimenti e patti per la sicurezza
La radice del problema, secondo la sindaca, risiede nelle carenze di organico che affliggono sia le polizie locali sia le altre forze dell'ordine.
"Le stesse forze dell'ordine sono in difficoltà numerica ed è proprio per questo che serve un investimento a livello governativo. Se si ha a cuore la sicurezza, bisogna investire risorse", ha ribadito Salis. La tematica è stata al centro anche del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, dove la sindaca ha rivolto un appello diretto al governo e al ministro dell'Interno per accelerare la firma dei patti per la sicurezza, ritenuti cruciali per l'ottenimento di un maggior numero di agenti sul territorio genovese.
L'incontro ha toccato anche altre delicate questioni legate alla sicurezza, tra cui la diffusione del crack, la gestione dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) che commettono reati e l'urgenza di definire protocolli chiari per una loro distribuzione più equilibrata sull'intero territorio ligure.
È stato inoltre evidenziato il ruolo proattivo della polizia locale nelle attività di controllo, in particolare durante la movida estiva, con presidi rafforzati in diverse zone della città.
Emergenze sociali e sanitarie: un impegno condiviso
Un aspetto cruciale evidenziato dalla sindaca Salis riguarda la gestione dei minori stranieri non accompagnati: Genova, infatti, ospita il 76% di questi minori presenti in Liguria. Questa concentrazione rende ancora più impellente la richiesta di una maggiore collaborazione tra le istituzioni per affrontare le complessità legate alla sicurezza e all'inclusione sociale. L'assessora al Welfare, Cristina Lodi, ha inoltre posto l'accento sulla mancanza di una struttura di alta complessità dedicata a minori con fragilità psichiche o problematiche di tossicodipendenza, sollecitando un intervento sanitario a livello regionale per la gestione di queste emergenze.
In conclusione, la sindaca Salis ha ribadito con fermezza che il Comune di Genova non è in grado di affrontare da solo l'ampio spettro delle problematiche legate alla sicurezza. È indispensabile un impegno condiviso e sinergico tra tutte le istituzioni coinvolte per poter garantire una risposta efficace e tempestiva alle crescenti esigenze di sicurezza dei cittadini.