Un nuovo e violento assalto a un bancomat ha colpito la località di Villanova, rinomata marina di Ostuni, durante la notte tra il 14 e il 15 luglio. L'episodio, che ha visto lo sportello della Banca di Credito Cooperativo (Bcc) fatto esplodere, rappresenta il terzo caso di questo genere registrato nel territorio del Brindisino in un arco temporale inferiore a una settimana, suscitando forte preoccupazione tra i residenti e le autorità locali.
Secondo le prime ricostruzioni, l'azione criminale sarebbe stata caratterizzata da una doppia esplosione, la cui intensità è stata tale da essere percepita distintamente anche a centinaia di metri di distanza dal luogo dell'accaduto, in via Petrolla, dove si trovava lo sportello automatico (Atm).
I malviventi, agendo con rapidità e determinazione, sarebbero riusciti a dileguarsi con una parte del denaro custodito all'interno del dispositivo, il cui ammontare esatto è attualmente in fase di quantificazione da parte delle forze dell'ordine.
Le indagini e il contesto degli assalti
Le indagini per fare piena luce sull'accaduto e per ricostruire l'esatta dinamica dell'assalto sono state prontamente avviate dalla polizia. Sul posto, oltre agli agenti, sono intervenuti anche i vigili del fuoco, il cui compito è stato quello di mettere in sicurezza l'intera area interessata dall'esplosione e di effettuare tutte le verifiche tecniche necessarie. Questo recente episodio si inserisce in una serie preoccupante di eventi simili che hanno interessato la provincia di Brindisi.
In particolare, l'assalto di Villanova segue di pochi giorni altri due colpi messi a segno nella notte tra l'8 e il 9 luglio. In quell'occasione, gli obiettivi dei criminali furono gli sportelli bancomat situati a Torre Canne, una frazione di Fasano, e a Carovigno. La sequenza ravvicinata di questi attacchi suggerisce una possibile correlazione tra gli eventi e l'azione di una medesima banda specializzata in questo tipo di reati.
La "tecnica della marmotta" e i precedenti
Nelle precedenti incursioni, così come si ipotizza anche per l'ultimo episodio, i malviventi avrebbero impiegato la cosiddetta "tecnica della marmotta". Questa metodologia criminale prevede l'utilizzo di un ordigno artigianale, opportunamente inserito all'interno dello sportello automatico, per provocare una violenta esplosione.
L'obiettivo è quello di forzare la cassaforte del bancomat e accedere al denaro in essa contenuto. Le deflagrazioni, in tutti i casi, si sono verificate nelle ore più profonde della notte, tipicamente tra le 3 e le 4 del mattino, disturbando il sonno di numerosi residenti e generando allarme nelle comunità.
Le forze dell'ordine stanno attualmente conducendo accertamenti approfonditi per quantificare con precisione i danni materiali causati dalle esplosioni e per stabilire l'effettiva entità del denaro che i responsabili sono riusciti a sottrarre dagli sportelli automatici. Un elemento cruciale per le indagini è l'acquisizione e l'analisi delle immagini catturate dagli impianti di videosorveglianza presenti nelle zone interessate dagli assalti.
Tali riprese sono considerate fondamentali per raccogliere ogni possibile elemento utile a ricostruire l'esatta dinamica degli episodi criminali e, soprattutto, per giungere all'identificazione e alla cattura degli autori di questi reiterati attacchi.