Oltre duecento persone hanno preso parte oggi a Udine al presidio organizzato davanti alla Prefettura, in via Pracchiuso. La manifestazione, promossa da Donne in Nero, Open Sinistra FVG, Possibile e Anpi, ha inteso esprimere solidarietà ai più deboli e denunciare la violenza e l'indifferenza delle istituzioni, in seguito alla recente morte di Abderrahim Fakir a Bologna.

Uno striscione esposto recitava: “Lo Stato uccide, Fakir è stato ucciso dalla polizia e dalla politica razzista e fascista di questo governo”. Durante il presidio sono stati mostrati anche cartelli e alcune bandiere palestinesi, mentre venivano scanditi slogan contro la violenza e a sostegno degli ultimi.

Le voci della protesta

Antonella Lestani, rappresentante dell'Anpi di Udine, ha sottolineato come “quanto sta accadendo con i decreti sicurezza ponga una questione democratica”. Ha inoltre richiesto che “la magistratura approfondisca i fatti”, evidenziando che “alla marginalità sociale non si può rispondere solo con misure securitarie, anziché investire in welfare e scuola”.

Annalisa Comuzzi, delle Donne in Nero, ha espresso opposizione a “un modello sociale polarizzato, che accresce la marginalizzazione, i pregiudizi e le discriminazioni verso migranti e richiedenti asilo”. Ha definito “grave che dalle istituzioni arrivino messaggi di disconoscimento delle persone più fragili”.

Partecipazione e svolgimento pacifico

Tra gli intervenuti figurano anche Anna Manfredi di Rifondazione Comunista ed Emanuel Oian di Alleanza Verdi Sinistra. Sono stati letti messaggi di Andrea Di Lenardo, capogruppo Avs in Consiglio comunale, e del consigliere regionale Furio Honsell. Di Lenardo ha specificamente richiesto l'introduzione di numeri identificativi sulle divise delle forze dell'ordine e ha invocato “verità e giustizia”. La manifestazione, pur presidiata dalle forze dell’ordine, si è svolta in modo pacifico e senza disordini.

Il contesto degli scontri a Bologna

Il presidio di Udine si inserisce in un più ampio contesto di tensioni seguite alla morte di Abderrahim Fakir a Bologna. Nella città emiliana, un presidio in piazza del Nettuno è degenerato in scontri con la polizia, caratterizzati da lanci di bombe carta, l'uso di idranti e lacrimogeni.

Questi eventi hanno causato danni al centro cittadino, tra cui un'auto del Comune data alle fiamme, e decine di feriti tra manifestanti e agenti.

Le tensioni a Bologna sono proseguite anche durante la notte, con cariche delle forze dell'ordine, la creazione di barricate improvvisate e scontri prolungati tra manifestanti e polizia.