La Uil dell’Umbria ha mosso una dura critica alla Regione per la gestione della sanità pubblica. Dopo la rielezione di Pierpaolo Bombardieri alla guida nazionale, il sindacato denuncia la mancanza di risposte concrete dopo un anno e mezzo di legislatura. Le problematiche evidenziate includono: dipendenti sanitari vicini al burnout, ferie a rischio e liste d’attesa senza soluzione strutturale. La programmazione dei servizi e delle reti sanitarie territoriali risulta poco chiara.
Il sindacato ha sottolineato come le tasse, varate per la sanità, stiano gravando su altri settori e sul ceto medio, senza un’efficace azione contro l’evasione fiscale.
La Uil descrive la situazione come "arroganza, autosufficienza e confusione", esprimendo rammarico. Si richiedono scelte coraggiose e una visione definita, notando un calo nei sondaggi di gradimento e che il Piano sociosanitario, promesso, non è ancora pubblico.
Appello a concertazione e partecipazione
La Uil critica la mancanza di concertazione e coinvolgimento, evidenziando che una riunione ufficiale è stata fissata durante il congresso nazionale a Padova. Questo atteggiamento di superiorità e presunta autosufficienza della Regione, secondo la Uil, penalizza i lavoratori negli enti pubblici e nel settore sanitario.
Sorprende l’atteggiamento di Cgil e Cisl, che avrebbero privilegiato una rendita di posizione temporanea rispetto all’unità sindacale.
La Uil avverte del rischio di isolamento infrastrutturale per l’Umbria, con una rete ferroviaria nazionale in difficoltà. Tra le richieste: tavoli permanenti di confronto, investimenti in infrastrutture e sanità territoriale, politiche industriali e formazione.
La Regione Umbria e il nuovo Accordo per la Medicina Generale
In risposta alle esigenze, la Regione Umbria ha sottoscritto un nuovo Accordo regionale della Medicina Generale. L’intesa mira a potenziare l’assistenza sanitaria territoriale, avvicinando i servizi ai cittadini e valorizzando i medici di famiglia. Gli obiettivi includono maggiore integrazione tra i professionisti, lavoro in équipe e rafforzamento di strumenti e servizi previsti dalla riforma.
I punti cardine del nuovo accordo prevedono il rafforzamento delle Case della Comunità, il consolidamento della continuità assistenziale, lo sviluppo della telemedicina, la valorizzazione del Fascicolo Sanitario Elettronico e l’introduzione del numero 116117 quale riferimento per le cure non urgenti.