Il sindacato Usb ha proclamato lo stato di agitazione per i lavoratori dei musei e delle aree archeologiche statali del Veneto. La decisione giunge in seguito alle temperature elevate, superiori ai 30 gradi, e a un tasso di umidità del 60% rilevati nelle sale espositive e negli uffici della Direzione regionale musei nazionali del Veneto e dei Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna. Le condizioni sono particolarmente critiche, con una temperatura percepita che raggiunge circa 40°C, rendendo l'ambiente difficile per il personale e i visitatori.

Usb ha denunciato una serie di problematiche, tra cui l’assenza di manutenzione sui fancoil, che risultano guasti da anni al Museo Archeologico di Venezia. Si aggiungono la mancata fornitura di acqua e dispositivi di protezione individuale, nonché l’assenza di formazione del personale sul rischio colpi di calore, un evento che si è già verificato a un visitatore. Nonostante le segnalazioni inviate dall’estate 2025 e una richiesta formale di incontro urgente datata 1 luglio, la dirigenza non ha fornito alcuna risposta. Il sindacato ha annunciato che, in mancanza di un confronto immediato e dell’attuazione delle misure di sicurezza previste dalla legge, presenterà una denuncia allo Spisal e all’Ispettorato territoriale del lavoro di Venezia.

Le criticità e le richieste del sindacato

Le problematiche evidenziate da Usb si concentrano sulla mancanza di manutenzione degli impianti di climatizzazione e sulla presenza di guasti strutturali irrisolti. Il sindacato lamenta inoltre l’assenza di misure preventive essenziali, come la fornitura di acqua e di dispositivi di protezione individuale, e la mancata formazione obbligatoria del personale sui rischi legati al caldo. Viene sottolineato che un caso di colpo di calore ha già interessato un visitatore. Usb ha sollecitato l'immediata calendarizzazione di tavoli di confronto e l'adozione tempestiva di tutte le misure di sicurezza previste dalla normativa vigente per tutelare la salute dei lavoratori.

Le nuove disposizioni regionali contro il caldo

In un contesto di perduranti condizioni climatiche con temperature elevate, la Regione Veneto ha recentemente esteso le misure di tutela per i lavoratori esposti al rischio di stress termico. Con un’ordinanza del 1° luglio 2026, il presidente della Regione ha integrato le disposizioni già in vigore, includendo ulteriori categorie di lavoratori e raccomandando la rimodulazione degli orari di lavoro nelle fasce orarie più calde della giornata. Il provvedimento, in vigore dal 2 luglio fino al 31 agosto, vieta lo svolgimento dell’attività lavorativa in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle ore 12:30 alle ore 16:00, sull’intero territorio regionale.

Questo divieto si applica nelle aree o zone interessate da attività lavorative svolte nei cantieri stradali, nella logistica di piazzale e nella consegna di beni per conto altrui, in ambito urbano, con l’ausilio di velocipedi o veicoli a motore a due ruote.

Le stesse disposizioni valgono anche nei luoghi di produzione del vetro artistico, dove le attività comportano l’esposizione continua a calore radiante a ridosso di forni fusori ad altissime temperature, creando un microclima estremo. Il divieto è valido nelle giornate e nelle aree del territorio regionale in cui il sistema di previsione del rischio elaborato dal progetto Worklimate (INAIL-CNR) segnali un livello di rischio “alto” (ore 12:00) per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa.

L’ordinanza conferma l’applicazione delle misure anche quando, nonostante l’adozione delle prevenzioni previste, permangano rischi rilevanti per la salute dei lavoratori. Restano validi eventuali accordi aziendali che prevedano misure di tutela equivalenti o più protettive. Sono esclusi dal divieto gli interventi di pubblica utilità, protezione civile e salvaguardia della pubblica incolumità, purché siano adottate adeguate misure organizzative e di sicurezza.