L'aeroporto internazionale di Catania ha annunciato l'interruzione completa di tutte le attività di volo, sia per gli arrivi che per le partenze, con un blocco operativo previsto fino alle ore 20 di lunedì 6 luglio 2026. Questa drastica misura si è resa necessaria a causa delle intense attività vulcaniche dell'Etna, che si sono manifestate con particolare vigore nella notte tra domenica 5 e lunedì 6 luglio. La società di gestione dell'aeroporto (Sac) ha emesso un comunicato urgente, raccomandando vivamente ai passeggeri di non recarsi presso lo scalo se non dopo aver attentamente verificato lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea di riferimento.

L'obiettivo è minimizzare i disagi e prevenire assembramenti inutili in un momento di emergenza.

Le conseguenze dell'eruzione non si sono limitate allo scalo etneo. Anche lo spazio aereo sopra la strategica base di Sigonella è stato interamente chiuso al traffico, a causa della vasta e densa nube di cenere generata dall'attività stromboliana del vulcano. Questa chiusura ha avuto un impatto diretto sia sulla base dell'Aeronautica Militare italiana sia sulla Naval Air Station statunitense, sottolineando la portata dell'evento. Per gestire l'emergenza, un numero significativo di voli è stato dirottato: diciassette aerei, la cui destinazione originaria era Catania, sono stati reindirizzati all'aeroporto di Palermo, da dove i passeggeri hanno poi potuto proseguire i loro viaggi.

Già nella giornata precedente, domenica 5 luglio, ben trentatré voli avevano subito analoghi dirottamenti. Una notizia rassicurante riguarda l'aeroporto “Pio La Torre” di Comiso, in provincia di Ragusa, che è tornato pienamente operativo, offrendo una preziosa alternativa per il traffico aereo nella regione.

Misure straordinarie e collegamenti alternativi

Per far fronte all'improvviso blocco dello scalo catanese e garantire la mobilità dei passeggeri, sono state prontamente attivate diverse misure di emergenza e soluzioni di trasporto alternative. È stato istituito un servizio di transfer dedicato dall'aeroporto di Comiso, facilitando il collegamento con la città di Catania. Parallelamente, sono stati predisposti numerosi trasporti su gomma, con decine di pullman in partenza dagli aeroporti di Trapani-Birgi e Palermo-Punta Raisi, tutti diretti verso Catania.

A integrare queste opzioni, sono stati attivati due treni speciali sulla tratta Palermo–Messina–Catania, offrendo un'ulteriore e capillare possibilità di spostamento. Tutti questi servizi, resi operativi fin dalla mezzanotte del 6 luglio, sono garantiti per l'intera durata dell'interruzione delle operazioni aeroportuali a Catania, con un'ampia flotta di pullman messa a disposizione dai tre aeroporti coinvolti per gestire efficacemente il flusso dei viaggiatori.

Il contesto vulcanico e le implicazioni per l'aviazione

L'attività vulcanica dell'Etna continua a essere oggetto di un monitoraggio costante e attento. Nelle prime ore del mattino del 6 luglio, è stata rilevata una persistente e significativa emissione di cenere dal vulcano.

La nube vulcanica ha raggiunto un'altezza stimata di circa 4.500 metri, rappresentando un serio e concreto pericolo per la sicurezza della navigazione aerea. Già in precedenza, il 26 giugno, il Dipartimento della Protezione Civile aveva elevato il livello di allerta per il vulcano, passando da verde a giallo, a seguito di un evidente e progressivo aumento dei tremori vulcanici. L'aeroporto di Catania, strategicamente situato a circa 45 chilometri dal vulcano attivo, è un hub fondamentale per il traffico aereo della Sicilia e del Mediterraneo, servito da numerose e importanti compagnie aeree internazionali, tra cui Ryanair, easyJet, Wizz Air, KLM e Lufthansa. Le compagnie aeree stanno attivamente coordinando trasporti alternativi, in particolare attraverso l'organizzazione di autobus dedicati, per assicurare che i passeggeri possano raggiungere le loro destinazioni originarie nonostante il prolungato blocco dello scalo catanese.