Un “giallo” ha avvolto il Ferragosto ad Ansedonia, dove un divieto di balneazione temporaneo, emesso a causa di valori elevati di enterococchi, ha generato incertezza e confusione tra i bagnanti. La vicenda ha avuto inizio il 12 agosto 2026, quando l’Arpat ha rilevato una concentrazione anomala di enterococchi intestinali nelle acque della Feniglia, lato Ansedonia, pari a 246 mpn per 100 millilitri, un valore superiore al limite massimo consentito di 200.
A seguito di tale riscontro, il Sindaco di Orbetello ha firmato un’ordinanza, datata 14 agosto 2026, che disponeva la chiusura temporanea dell’area di balneazione interessata.
L’atto prevedeva l’immediata apposizione di idonea segnaletica di divieto sia sulle porzioni di spiaggia coinvolte sia sugli accessi al mare, oltre alla pubblicazione all’albo e sui siti istituzionali. La società Sei Toscana srl era stata incaricata di installare i cartelli di divieto su tutta l’area indicata.
Tuttavia, la pubblicazione dell’ordinanza sull’albo pretorio comunale è avvenuta solo il 17 agosto 2026, ben dopo le celebrazioni di Ferragosto. Una portavoce di Sei Toscana ha dichiarato di aver verificato con l’assessore che, a seguito di nuovi prelievi, il problema risultava rientrato, e di conseguenza non era stato dato l’input per l’installazione dei cartelli. La situazione è stata ulteriormente complicata dalle numerose segnalazioni di bagnanti che hanno affermato di non aver mai visto alcun cartello di divieto sulla spiaggia, alimentando il dubbio sulla reale efficacia della comunicazione.
Controlli successivi e la riapertura dell’area
Il 17 agosto 2026, il Comune di Orbetello ha adottato una nuova ordinanza, pubblicata con effetto immediato, che ha revocato il precedente divieto e ha riaperto l’area di balneazione. I nuovi prelievi, effettuati il 14 agosto, avevano infatti riscontrato valori di enterococchi inferiori a 10 mpn per 100 millilitri, un dato significativamente al di sotto del limite massimo consentito, confermando il rientro dell’emergenza.
Ansedonia e i precedenti episodi di inquinamento
Le acque di Ansedonia, una rinomata località turistica e naturalistica della Maremma toscana, sono purtroppo note per essere soggette da anni a episodi ricorrenti di inquinamento. Già nel 2025, l’Arpat aveva rilevato una concentrazione di 243 mpn nella spiaggia della Tagliata.
Un’ordinanza di giugno 2024, che non è mai stata revocata, aveva stabilito un divieto temporaneo di balneazione su tutto il promontorio di Ansedonia. Sempre nel 2024, la zona era stata gravemente colpita da uno sversamento di acque reflue dalla Laguna di Orbetello, evento che aveva causato una vasta moria di pesci, attribuibile a un caldo record, anossia ed eutrofizzazione delle acque.