Un uomo di 38 anni, cittadino marocchino, si è presentato nella notte tra l'11 e il 12 agosto 2026 davanti al carcere di Marassi a Genova, chiedendo di essere arrestato. L'episodio è avvenuto dopo una lite con la compagna, mentre l'uomo si trovava agli arresti domiciliari da maggio in un appartamento nel quartiere Cep. La sua decisione di lasciare l'abitazione e raggiungere l'istituto penitenziario ha portato a un'immediata reazione delle autorità.
La richiesta di arresto e l'evasione
L'uomo ha bussato con insistenza al grande portone di ferro del carcere di Marassi per farsi aprire dagli agenti.
Una volta all'interno, ha spiegato di essere ai domiciliari e di aver lasciato la casa condivisa con la compagna a seguito di una discussione. Ha dichiarato che solo in cella avrebbe "trovato un po' di pace". Il pubblico ministero Federico Panichi ha accolto la richiesta, poiché il gesto dell'uomo configurava tecnicamente un'evasione dalla misura cautelare degli arresti domiciliari.
L'aggravamento della misura cautelare
A seguito degli accertamenti condotti dagli agenti, il trentottenne è stato trasferito in carcere. Il pubblico ministero ha quindi disposto l'aggravamento della misura cautelare, trasformando gli arresti domiciliari in custodia in carcere. L'uomo era stato posto ai domiciliari nel mese di maggio e la condivisione dell'appartamento con la compagna aveva generato tensioni, culminate nell'episodio della notte.
La procedura seguita ha confermato la regolarità dell'operato delle forze dell'ordine e della magistratura in casi di allontanamento non autorizzato dalla propria abitazione durante i domiciliari.
Il ruolo del carcere di Marassi
Il carcere di Marassi, ufficialmente noto come Casa Circondariale di Genova Marassi, rappresenta una delle principali strutture penitenziarie della Liguria. Questo istituto accoglie detenuti in attesa di giudizio e condannati in via definitiva, gestendo diverse misure cautelari, inclusi gli arresti domiciliari e la custodia in carcere. Situato nel quartiere omonimo di Genova, svolge un ruolo cruciale nel sistema penitenziario regionale.