L'Associazione Stampa di Modena, affiancata dalla presidente di Aser (Associazione Stampa Emilia Romagna) Paola Maria Amadasi e dal presidente modenese Pier Paolo Pedriali, ha denunciato come la Procura di Modena impedisca la corretta informazione, sollecitando maggiore collaborazione istituzionale. La critica è emersa a seguito della morte di Daouda Sangarè, trentunenne accoltellato a Montese. A due giorni dall'episodio, non sono state indette conferenze stampa né fornite risposte ai giornalisti. L'associazione ha evidenziato l'assenza di informazioni ufficiali da procura e carabinieri, ostacolando la comunità modenese nell'ottenere una corretta informazione.

Appello alla collaborazione

Pedriali e Amadasi, pur riconoscendo il riserbo investigativo, hanno sottolineato che la mancata collaborazione con le forze dell'ordine, anche per conferme o smentite, compromette il lavoro giornalistico, favorendo informazioni errate o incomplete. Hanno ribadito l'urgenza di riaprire un canale comunicativo con carabinieri e questura, essenziale per la verifica delle notizie e per il rispetto del ruolo della stampa e della cittadinanza. Un precedente risale al novembre 2025: la Procura di Modena accettò un incontro con Aser e l'Ordine dei giornalisti, ma la data non fu mai comunicata.

Precedenti sulla comunicazione

Questa denuncia si inserisce in un contesto di preoccupazione già espresso dalle associazioni di categoria riguardo alla gestione delle comunicazioni della Procura.

Un esempio è il ritrovamento di un cadavere nel 2025, la cui notizia fu divulgata solo diciotto giorni dopo. Il comunicato, sintetico, ometteva dettagli cruciali, generando incertezza e sfiducia nell'opinione pubblica e impedendo ai giornalisti di fornire un'informazione completa, accurata e tempestiva. Tali lacune minano la trasparenza e il corretto rapporto tra istituzioni e cittadini.

Trasparenza e diritto all'informazione

Le associazioni hanno riaffermato che, in un sistema democratico, trasparenza e tempestività sono pilastri irrinunciabili per un'informazione di qualità. Hanno chiesto un cambio di rotta alla Procura di Modena, sollecitando maggiore disponibilità al confronto diretto e una comunicazione più esaustiva, specialmente nei casi di rilevanza pubblica.

Il diritto a essere informati è stato ribadito come fondamentale per i cittadini. Le organizzazioni hanno espresso solidarietà ai giornalisti che operano con professionalità e rigore deontologico, annunciando che continueranno a vigilare affinché tale diritto non venga compromesso.