"Non chiediamo un piano di riqualificazione, ma la chiusura" del Cpr di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza. È quanto sostengono, in una nota congiunta, l'onorevole Arnaldo Lomuti (M5S) e la garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Provincia di Potenza, Carmen D'Anzi, che ieri hanno visitato il Centro di permanenza per il rimpatrio. Nella struttura, lo scorso 10 agosto, è morto un migrante tunisino di 30 anni, Lassoueed Dhoui.
"Non esiste una riforma possibile"
"Il punto politico — dice Lomuti — è che di queste strutture non esiste una riforma possibile.
Negli anni si sono susseguiti piani di adeguamento, ristrutturazioni, nuovi capitolati e nuovi stanziamenti, e ogni volta si sono ripresentati gli stessi eventi critici: autolesionismo, incendi, disperazione, morti.
Non è un problema di manutenzione né di qualità della gestione: è un problema dell'istituto. Si può migliorare un servizio, non si può rendere umana la privazione della libertà di persone che non hanno commesso alcun reato e che si trovano rinchiuse in forza di una procedura amministrativa, con garanzie inferiori a quelle riconosciute a chi è detenuto in carcere. Per questo non chiediamo un piano di riqualificazione, ma la chiusura, e per questo alla ripresa dei lavori parlamentari chiederò al Ministro dell'Interno di riferire alle Camere sulle condizioni del Cpr di Palazzo San Gervasio, sul personale sanitario e psicologico effettivamente presente, sui protocolli di prevenzione del rischio autolesivo e sui controlli eseguiti nei confronti dell'ente gestore".
La richiesta di chiusura dei Cpr
Lomuti e D'Anzi ribadiscono la loro contrarietà alla detenzione amministrativa e chiedono che le risorse destinate ai Cpr siano impiegate per favorire l'inclusione sociale.
"Riteniamo infatti — continuano Lomuti e D'Anzi — che la detenzione amministrativa non sia una soluzione, in quanto produce esclusione, violenza, degrado. E se si apprende la volontà di aprire altri CPR in altre regioni, noi ne chiediamo la definitiva chiusura e la possibilità che le risorse economiche siano usate per progetti di accoglienza, percorsi di istruzione e alfabetizzazione, avviamento al lavoro per l'inclusione sociale.
Sempre più sgomenti per l'assurdità del concetto di privazione della libertà personale di persone rinchiuse solo perché senza permesso di soggiorno, condizione che genera inutile dolore e sofferenza - concludono il parlamentare e la garante continueremo a chiederne la chiusura e la fine della detenzione amministrativa".