Una tragedia immane ha colpito la miniera d’oro di Zamboyé, situata nella regione di Nana-Mambéré, al confine tra la Repubblica Centrafricana e il Camerun. Martedì scorso, due distinti crolli hanno causato la morte di almeno 107 persone, un bilancio che si teme possa aggravarsi ulteriormente. Molti lavoratori risultano infatti ancora dispersi o intrappolati sotto le macerie, mentre le operazioni di soccorso sono ostacolate dalla remota posizione del sito e dalle condizioni precarie in cui versano le infrastrutture.

Suor Elvira Tutolo, missionaria molisana con oltre trent’anni di servizio nella Repubblica Centrafricana, ha espresso un profondo sentimento di dolore e rabbia per l'accaduto.

La religiosa ha puntato il dito contro la totale assenza di controlli e di studi geologici nell'area di Zamboyé, fattori che, a suo dire, hanno contribuito in modo determinante al verificarsi del disastro. "Non ci sono controlli, né studio del terreno", ha dichiarato, definendo l’evento "inaccettabile" e fonte di "dolore e tanta rabbia".

Il Contesto della Miniera e Precedenti Tragedie

La miniera interessata dal crollo era un'operazione informale, completamente priva di regolamentazioni in materia di sicurezza. La sua struttura era caratterizzata da numerosi tunnel sotterranei, il cui cedimento ha innescato la tragedia. Le autorità locali e la Croce Rossa hanno confermato il recupero di oltre 100 corpi dalle macerie.

Tra i pochi superstiti, alcuni hanno riportato gravi ferite, mentre il numero degli scomparsi resta elevato. Suor Elvira ha ricordato come episodi simili si siano già verificati in passato nella regione, inclusa la zona di Sosso-Nakombo, evidenziando una preoccupante ricorrenza di tali disastri.

La missionaria ha inoltre denunciato l'uso indiscriminato di macchinari pesanti da parte di operatori, tra cui soggetti cinesi, che alterano profondamente il territorio, spostando vaste quantità di terra, deviando corsi d'acqua e modificando persino le strade. Le cave artigianali di oro e diamanti sono estremamente diffuse nell'area, spesso presentano elevati rischi e sono talvolta sotto il controllo di bande armate.

In questi contesti, incidenti e perdite di vite umane sono, purtroppo, una realtà frequente.

Le Difficoltà dei Soccorsi e l'Inchiesta

Le squadre di soccorso continuano a operare sul campo, ma le operazioni di recupero sono rese estremamente complesse dall'isolamento della miniera e dalle ardue condizioni logistiche. Nel frattempo, è stata avviata un'inchiesta per fare piena luce sulle cause del crollo e per accertare eventuali responsabilità. La carenza di regolamentazione e la natura informale delle attività minerarie sono considerate dalle autorità locali come elementi che hanno notevolmente aggravato la situazione, rendendo il sito particolarmente vulnerabile a catastrofi di questa portata.

Da anni, Suor Elvira Tutolo è in prima linea nel contrasto allo sfruttamento dei bambini nelle miniere artigianali, denunciando le condizioni di insicurezza e la costante minaccia rappresentata dalle bande armate che spesso controllano i siti estrattivi. La tragedia di Zamboyé si inserisce in un quadro più ampio di scarsa tutela per i lavoratori e di rischi elevatissimi per la sicurezza delle persone coinvolte nelle attività minerarie non regolamentate della Repubblica Centrafricana, un contesto che richiede urgenti interventi e maggiore attenzione internazionale.