A Francavilla in Sinni, comune in provincia di Potenza, si sono concluse le significative celebrazioni per il quarto Centenario dell’arrivo delle Sacre Reliquie dei Santi Felice e Policarpo. L’evento ha rappresentato un momento di profonda riflessione per l’intera comunità. L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco Cupparo, ha partecipato attivamente alle celebrazioni, sottolineando il valore intrinseco di questa ricorrenza storica.

Cupparo ha evidenziato come la comunità locale non si sia limitata a "celebrare soltanto un anniversario", ma abbia piuttosto voluto onorare "quattro secoli di fede e di memoria".

Più in profondità, l'assessore ha rimarcato la capacità di Francavilla di "ritrovarsi intorno ai propri valori più profondi", un aspetto cruciale in un’epoca di rapidi cambiamenti sociali e culturali. Questo anniversario, dunque, è stato un’occasione per rafforzare il senso di appartenenza e le radici storiche e spirituali del territorio.

Partecipazioni illustri e il significato del programma religioso

Il programma religioso, che ha preceduto e accompagnato le celebrazioni principali, ha visto la partecipazione di numerose personalità di spicco del mondo ecclesiale e culturale. Tra gli ospiti di rilievo, si annoverano il cardinale Lazzaro You Heung‑sik, prefetto del Dicastero per il Clero, oltre a eminenti studiosi, autorevoli rappresentanti della Chiesa e il vescovo della diocesi di Tursi‑Lagonegro, monsignor Vincenzo Orofino.

La loro presenza ha conferito al IV Centenario una dimensione non solo di festa e commemorazione, ma anche di intensa riflessione teologica e sociale, arricchendo il dibattito sui temi della fede e della comunità.

Il richiamo al servizio e alla responsabilità pubblica

Nel corso del suo intervento, l'assessore Cupparo ha ripreso e amplificato le parole recentemente pronunciate dal cardinale You Heung‑sik, rivolte in particolare ai sacerdoti. Il cardinale aveva richiamato la necessità impellente di "ritornare all’essenza della vocazione" in un periodo storico caratterizzato da crescente secolarizzazione, dall'avanzamento della cultura digitale e da profonde trasformazioni sociali e culturali. Cupparo ha sottolineato come questo richiamo, pur rivolgendosi primariamente al clero, possa e debba "parlare a tutta la società".

Queste "parole importanti", ha spiegato Cupparo, "ci ricordano che ogni vocazione autentica nasce dal servizio". L'assessore ha poi esteso il concetto, affermando che il servizio è anche "una delle parole fondamentali dell’impegno pubblico". Da qui, ha tracciato un chiaro collegamento con il ruolo delle istituzioni e di tutti coloro che detengono responsabilità nella vita collettiva. Ha ribadito con forza che chi ricopre un incarico pubblico "non deve mai dimenticare che quella responsabilità non costituisce un privilegio, ma un servizio alla comunità".

In questa prospettiva più ampia, il messaggio del cardinale, secondo Cupparo, "supera i confini del ministero sacerdotale" per diventare una riflessione universale.

Un pensiero che "interpella tutti noi": la politica, le istituzioni, le associazioni, il mondo del volontariato, le famiglie e, in generale, ogni persona che abbia a cuore il bene comune. Il IV Centenario si configura, dunque, non solo come celebrazione religiosa, ma anche come un’opportunità preziosa per riflettere sul complesso rapporto tra identità, comunità e futuro.

In una società contemporanea attraversata da "trasformazioni rapide, dalla rivoluzione digitale e da una crescente individualizzazione", l'assessore Cupparo ha concluso il suo intervento con un appello. Ha enfatizzato la necessità urgente di "recuperare il valore della comunità, dell’ascolto, della fraternità e della responsabilità verso gli altri", valori che sono fondamentali per costruire un futuro più coeso e solidale.