Un acceso scontro politico si è riacceso in Umbria il 27 agosto 2026, incentrato sull'avvio del nuovo procedimento autorizzativo per l'ampliamento della discarica 'Le Crete' di Orvieto. Il progetto prevede un incremento di 350mila metri cubi della capacità dell'impianto, scatenando la dura reazione dei consiglieri regionali di opposizione.
L'opposizione, composta da Donatella Tesei ed Enrico Melasecche (Lega Umbria), Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Laura Pernazza e Andrea Romizi (Forza Italia) e Nilo Arcudi (Tp‑Uc), ha attaccato la Giunta guidata dal presidente Proietti.
I consiglieri hanno dichiarato con fermezza: “La Giunta Proietti vuole trasformare Orvieto nella pattumiera dell’Umbria per coprire le fallimentari politiche di gestione dei rifiuti dell’assessore De Luca, ma noi non glielo permetteremo”.
Secondo l'opposizione, Orvieto rischierebbe di pagare il prezzo di scelte politiche definite “ideologiche ed estremiste”, che, dopo aver bocciato il termovalorizzatore, si troverebbero ora a dover ricorrere all'ampliamento delle discariche. L'assessore regionale all’Ambiente, Thomas De Luca, ha tuttavia respinto le accuse, attribuendo la responsabilità delle attuali procedure alla precedente Giunta regionale, guidata da Donatella Tesei, e facendo riferimento alla Delibera di Giunta Regionale n.
2 del 5 gennaio 2022.
L'iter autorizzativo e le posizioni a confronto
La vicenda ha radici nel gennaio 2022, quando la Giunta regionale qualificò 'Le Crete' come impianto strategico. Successivamente, Acea Ambiente presentò un'istanza per un ampliamento di circa 500mila metri cubi, che fu respinta dalla direzione regionale e poi impugnata al TAR Umbria. Il TAR, con sentenza n. 233/2025, respinse il ricorso, chiarendo che la programmazione regionale non costituisce un titolo autorizzativo e che la Regione mantiene la discrezionalità nell'archiviazione. Sebbene Acea possa presentare nuove istanze, la Regione non è obbligata ad approvarle.
L'opposizione contesta fermamente il nuovo avvio del procedimento, esigendo chiarezza sulle future politiche della Giunta in materia di termovalorizzatore, economia circolare e gestione dei rifiuti.
I consiglieri hanno sottolineato che l'avvio del procedimento è un atto puramente tecnico e non equivale ancora a un'autorizzazione definitiva, la cui decisione dipenderà dall'esito dell'istruttoria. Hanno quindi invitato il presidente Proietti e l'assessore De Luca a esprimersi chiaramente agli orvietani sull'eventuale autorizzazione dei 350mila metri cubi.
Le giustificazioni della Giunta e i piani futuri
L'assessore De Luca ha ribadito che l'attuale procedimento trae origine dalla DGR n. 2 del 5 gennaio 2022. Tale delibera prevedeva l'estensione della capacità residua delle discariche strategiche regionali per 1 milione di metri cubi, più un ulteriore 20% complessivo, includendo esplicitamente l'impianto di 'Le Crete' a Orvieto.
De Luca ha evidenziato che l'avviso pubblico del 6 luglio 2026 specifica che il progetto di ampliamento è presentato “in ottemperanza” a quanto stabilito dalla deliberazione del 2022.
Secondo De Luca, l'avvio dell'istruttoria non rappresenta una nuova scelta politica dell'attuale amministrazione, ma piuttosto un procedimento tecnico-amministrativo conseguente alla programmazione precedente e alla richiesta presentata dal gestore. L'assessore ha assicurato che la Regione valuterà il progetto “con la massima attenzione e rigidità tecnica”, garantendo il coinvolgimento del Comune di Orvieto e la tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini. Ha inoltre affermato che l'attuale Giunta regionale sta lavorando all'aggiornamento del Piano Regionale dei Rifiuti con l'obiettivo di superare il ricorso strutturale alle discariche, puntando sulla riduzione dei rifiuti alla fonte, sull'economia circolare e sul potenziamento degli impianti di recupero.