Il 4 agosto 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha ospitato il primo tavolo tecnico sull'ex Ilva. Le organizzazioni sindacali hanno presentato proposte incentrate su continuità produttiva, risanamento ambientale, decarbonizzazione e tutela dell’occupazione. Il Mimit ha comunicato che le amministrazioni valuteranno l'attuabilità delle proposte.
Le trattative e le valutazioni dei commissari proseguono sugli aspetti produttivi, occupazionali e ambientali. Il gruppo indiano Jindal ha confermato la volontà di proseguire nell’attuale gara per l'intero perimetro industriale (aree a caldo e a freddo).
Le imprese possono presentare nuove proposte o migliorare quelle esistenti; modifiche alla gara implicherebbero un nuovo avviso e tempi più lunghi. Le amministrazioni valutano questo scenario, considerando i tempi della Corte d’Appello per la chiusura dell’area a caldo e la situazione finanziaria di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. Le risorse del prestito ponte UE, su cui l'azienda opera, si esauriranno nei prossimi mesi senza ulteriori erogazioni.
Le richieste sindacali: Uliano invoca una proposta politica
Al termine del tavolo, Ferdinando Uliano, segretario generale Fim Cisl, ha espresso delusione: “Avevamo grandi aspettative dal governo per proposte concrete, ma abbiamo ricevuto solo un ascolto senza risposte.
Ci aspettiamo risposte concrete sulla continuità produttiva e abbiamo invitato il governo a intervenire con una proposta politica. Non può limitarsi all'ascolto. Abbiamo chiesto una riconvocazione a Palazzo Chigi quanto prima; nessuna data è stata fissata, poiché devono elaborare la loro proposta, che abbiamo sollecitato colga i punti da noi presentati”.
Uliano ha aggiunto: “I lavoratori stanno urlando le difficoltà. Abbiamo avviato scioperi in tutti gli stabilimenti e valuteremo il prosieguo della situazione”.
Contesto: precedenti ultimatum dei sindacati
Le richieste attuali si inseriscono in un quadro di precedenti solleciti. Già il mese precedente, Fim, Fiom e Uilm avevano chiesto alla Presidenza del Consiglio un tavolo urgente sull'ex Ilva entro il 15 luglio per un confronto su decarbonizzazione e garanzie occupazionali.
Una mobilitazione nazionale davanti a Palazzo Chigi era stata annunciata in caso di mancata convocazione. Anche l’UGL Metalmeccanici aveva sollecitato un incontro urgente per discutere piani d'azione e potenziali investitori, evidenziando la crescente preoccupazione per la situazione produttiva e occupazionale e la necessità di chiarezza sul futuro del siderurgico e la tutela dei lavoratori.