L'avvocato Roberto De Vita, legale di Sigfrido Ranucci, ha rilasciato una dichiarazione incisiva, affermando che «ogni iniziativa che la Rai dovesse assumere in questo momento nei confronti di Sigfrido Ranucci, e quindi della trasmissione Report, sarebbe inevitabilmente inquinata dalle falsità che, nonostante la posizione netta e chiara della Autorità Giudiziaria sulla vittima e la sua inconsapevolezza, sono state alimentate incessantemente da polemiche pretestuose anche all'interno dell'Azienda». Questa presa di posizione giunge in un periodo di intense discussioni interne alla Rai e di significative dichiarazioni da parte di esponenti istituzionali, tutte focalizzate sulla posizione del conduttore e della celebre trasmissione di inchiesta.

Le motivazioni contestate dal legale

Secondo l'analisi di De Vita, le argomentazioni avanzate, quali le frequentazioni, le fonti e le inchieste considerate controverse, non sarebbero altro che «espedienti e artifici formali e sostanziali» impiegati nel dibattito pubblico e aziendale riguardante la figura di Ranucci. Il legale ha ulteriormente specificato che ogni eventuale motivazione legata a una presunta «incompatibilità ambientale», giustificata dalla risonanza mediatica della vicenda e dai suoi potenziali riflessi negativi sull’azienda, rappresenterebbe un mero «pretesto cortese». Tale pretesto, ha sottolineato De Vita, si tradurrebbe di fatto in una punizione per la vittima, una situazione che trova scarso riscontro e tutela nell'ordinamento giuridico italiano.

L'avvocato ha inoltre evidenziato che «ogni ulteriore ed altra giustificazione sconterebbe inoltre le già manifestate indicazioni condizionanti di esponenti di vertice governativo e istituzionale», posizionando così le iniziative della Rai nei confronti del conduttore e della trasmissione direttamente nell'orbita di una decisione politica.

Richiesta di attendere la conclusione delle indagini

De Vita ha fortemente invitato a mantenere un atteggiamento di «saggezza ed equilibrio». Ha suggerito che, considerando anche precedenti casi simili, sarebbe opportuno attendere la conclusione delle indagini giudiziarie. Solo in questo modo, ha spiegato il legale, sarà possibile esprimere una solidarietà inequivocabile verso la vittima di un grave attentato e, di conseguenza, confermare Sigfrido Ranucci alla guida della più importante trasmissione di inchiesta italiana, Report.

In alternativa, qualora emergessero elementi contrari, si potrebbero censurare eventuali disinvolture, siano esse consapevoli o inconsapevoli. L'avvocato ha rimarcato con fermezza che l'esistenza di tali disinvolture, e le relative accuse di comportamenti non corretti nei confronti di Ranucci, si rinvengono esclusivamente nelle «dichiarazioni e negli scritti di politici e giornalisti da sempre animati da spirito di rivalsa nei confronti di Report».

Il ruolo di Report nel panorama informativo

La trasmissione Report si conferma come uno dei pilastri del giornalismo investigativo della Rai, distinguendosi per la profondità e la rilevanza delle sue inchieste su temi di stretta attualità. La Radiotelevisione Italiana S.p.A.

, in quanto concessionaria esclusiva del servizio pubblico radiotelevisivo nazionale, ha una missione fondamentale che abbraccia l'informazione, l'intrattenimento e la cultura, operando sotto la vigilanza delle istituzioni. In questo contesto, la difesa della libertà di inchiesta e la protezione dei suoi conduttori diventano elementi cruciali per la credibilità e l'integrità del servizio pubblico.