Manoppello ha commemorato il settantesimo anniversario della tragedia di Marcinelle, uno degli eventi più drammatici nella storia dell’emigrazione italiana. L’8 agosto 1956, un devastante incendio nella miniera di carbone del Bois du Cazier, in Belgio, causò la morte di 262 lavoratori. Tra le vittime si contavano 136 italiani e 60 abruzzesi, di cui ben ventidue erano originari di Manoppello, una perdita che ha valso alla cittadina l’appellativo di “Città Martire”.
Le celebrazioni si sono svolte in parallelo sia in Belgio che a Manoppello, testimoniando un legame indissolubile con il passato.
Una delegazione comunale, guidata dal sindaco Giorgio De Luca, ha preso parte alle cerimonie ufficiali al Bois du Cazier. Qui, alle 8:10, la campana Maria Mater Orphanorum ha scandito 262 rintocchi, uno per ogni vita spezzata. Contemporaneamente, in piazza Marcinelle a Manoppello, familiari delle vittime, istituzioni e cittadini si sono riuniti per rendere omaggio ai caduti. Sono state deposte una corona della municipalità e una inviata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La cerimonia è stata aperta dai ragazzi del Campo scuola nazionale “Anch’io sono la Protezione Civile”, che hanno letto i nomi e i Comuni di provenienza dei 60 abruzzesi periti nella miniera.
Testimonianze e presenze alla commemorazione
La commemorazione ha visto la partecipazione di figure significative, custodi della memoria di Marcinelle. Tra i presenti vi erano Lucia Romasco, vedova di Santino Di Donato, Camilla Iezzi, portavoce dei familiari e figlia di Maria Di Valerio, la più giovane vedova della tragedia, Agostino Sacco, fratello del più giovane minatore italiano morto a soli 16 anni, e Giorgio Mancini, figlio di Nunzio, l’ultimo minatore manoppellese sopravvissuto, scomparso a giugno all’età di 96 anni. Hanno partecipato anche diverse autorità, tra cui la viceprefetto Marisa Amabile, il senatore Etelwardo Sigismondi, i deputati Nazario Pagano e Luciano D’Alfonso, oltre a rappresentanti delle istituzioni locali, delle forze dell’ordine, associazioni ed ex minatori.
Dal Belgio, il sindaco Giorgio De Luca ha sottolineato l’importanza di questo anniversario: “Settant’anni non hanno cancellato il dolore, ma hanno trasformato la memoria in una responsabilità. Marcinelle non è soltanto il ricordo di una tragedia del passato: è un monito permanente sul valore della vita, sulla dignità del lavoro e sulla necessità di garantire sicurezza a ogni lavoratore”. A Manoppello, il vicesindaco Giulia De Lellis ha voluto evidenziare il ruolo cruciale delle donne, ricordando “donne che hanno aspettato, che hanno cresciuto figli da sole, che hanno custodito fotografie, lettere, ricordi e che hanno avuto la forza di raccontare per tutta la vita il dolore della perdita”, definendo quella di Marcinelle anche e soprattutto una “storia di donne”.
Iniziative culturali per non dimenticare
Le iniziative commemorative, organizzate dall’assessorato alla Cultura e dalla Presidenza del Consiglio comunale di Manoppello, in collaborazione con l’associazione “Marcinelle per non dimenticare”, hanno offerto un ricco programma culturale. L’obiettivo è stato quello di trasferire il valore del sacrificio delle vittime alle nuove generazioni e promuovere la tutela dei diritti dei lavoratori e la sicurezza sul lavoro. Il programma ha incluso presentazioni di libri, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche e ricerche storiografiche, contribuendo a mantenere viva la riflessione sulla storia dell’emigrazione e sulle sue conseguenze.
La giornata dell’8 agosto si è conclusa con la presentazione del libro di Antonio Razzi “Mamma, sai: dalla fabbrica sono arrivato al Senato” e la proiezione del cortometraggio “Mammoletta” della regista belga Vinciane Le Men. Queste iniziative rafforzano l’impegno della comunità nel preservare la memoria storica e nel favorire una riflessione collettiva sui temi dell’emigrazione e della sicurezza nei luoghi di lavoro.