Nel tardo pomeriggio del 20 agosto 2026 è stata completata la messa in sicurezza di centri abitati, allevamenti e rifugi sul Monte Morrone, in Abruzzo. Una nuova linea tagliafuoco, realizzata con il supporto dell'Esercito, ha permesso di circoscrivere le fiamme nella parte alta dell'area interessata dall'incendio, che da circa due settimane rappresenta la principale emergenza nella regione.
La Protezione Civile abruzzese ha confermato che il rogo non minaccia più i Comuni di Roccacasale e Corfinio, nell’Aquilano, e Popoli Terme, nel Pescarese. La giornata ha segnato un'importante inversione di tendenza nella gestione dell'emergenza.
Per raggiungere questo risultato, sono stati impiegati oltre 100 addetti, cinque Canadair, due elicotteri e un mezzo New Holland D180 dell’Esercito. L'utilizzo di droni di ultima generazione ha consentito rilievi telemetrici e termografici sull’intera area colpita.
Le operazioni sul campo e il ruolo dei droni
Le rilevazioni effettuate dai droni sono state cruciali per individuare le zone di maggiore criticità, permettendo di attivare interventi mirati sulla nuova linea tagliafuoco. Questa è stata realizzata nella zona del Colle delle Vacche, lungo la direttrice R4 verso Roccacasale e il rifugio Pozzacchio. Nelle operazioni sono stati coinvolti gli Alpini del Sesto Reggimento Genio Pionieri e del Nono Reggimento Alpini.
Maurizio Scelli, direttore dell’Agenzia di Protezione Civile regionale, ha espresso soddisfazione per i progressi: “Dopo il duro lavoro degli ultimi giorni, fatto di sacrifici e perfetta sinergia, siamo riusciti a compiere un importante passo in avanti in questa emergenza. Abbiamo completato la messa in sicurezza di centri abitati, allevamenti e rifugi, circoscrivendo le fiamme. Non dobbiamo ancora cantare vittoria né abbassare la guardia, ma da domani possiamo lavorare per lo spegnimento definitivo e la bonifica. Voglio ringraziare davvero tutti per l’impegno e la professionalità”.
Le operazioni di spegnimento proseguiranno con un nutrito contingente di forze di terra, composto da vigili del fuoco, volontari della Protezione Civile abruzzese ed Esercito, supportati dal cielo da Canadair ed elicotteri.
Il bilancio operativo sottolinea il coinvolgimento di numerosi mezzi e personale specializzato, con i droni che continueranno a monitorare l'evoluzione dell'incendio per indirizzare le squadre verso le aree più critiche.
Strategie di contenimento e supporto territoriale
Il vasto incendio sul Monte Morrone ha richiesto l'adozione di misure di sicurezza straordinarie anche nei territori limitrofi, come Pratola Peligna. Qui sono stati attivati serbatoi dedicati all'attingimento dell'acqua, realizzati grazie ai finanziamenti del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) ottenuti dall'Amministrazione dopo l'emergenza incendi del 2017. La sinergia tra Protezione Civile, Esercito, Vigili del Fuoco e volontariato è stata fondamentale per coordinare efficacemente le operazioni di contenimento e prevenire ulteriori danni a centri abitati e strutture rurali.
Il ruolo dei Canadair e degli elicotteri, che si riforniscono nelle acque del mare Adriatico, si è rivelato essenziale per il controllo delle fiamme. L'emergenza incendi continua a interessare diverse aree dell'Abruzzo; anche a Rocca di Cambio, Bisegna, Montereale e Rocca San Giovanni, le attività di spegnimento proseguono con l'impiego di squadre di volontari e vigili del fuoco, a testimonianza della complessità della situazione regionale.