Il rettore del santuario della Madonna di Capocolonna, don Bernardino Mongelluzzi, ha sollevato una ferma protesta pubblica contro la prolungata mancanza d'acqua che affligge l'area di Capocolonna, nel territorio di Crotone. Attraverso un post sulla sua pagina Facebook, il parroco ha denunciato una situazione “vergognosa”, evidenziando l'esasperazione della popolazione locale che vive sul promontorio, colpita da una grave crisi idrica che si protrae da venti giorni.
Don Bernardino ha sottolineato come cittadini e attività siano “costretti a vivere e lavorare senza acqua”, chiarendo che non si tratta di un guasto temporaneo, ma di un problema persistente.
Il sacerdote ha lamentato l'assenza di “risposte serie e immediate” da parte delle autorità competenti, ricordando che a Capocolonna operano famiglie, lavoratori e attività commerciali che devono continuare a gestire la propria quotidianità e il proprio operato nonostante la carenza idrica. Questa condizione è stata definita “semplicemente inaccettabile”, con il parroco che ha concluso: “non ci interessano più le promesse. Non ci interessano più i rinvii. Non ci interessano più le giustificazioni. Vogliamo l’acqua, vogliamo che il problema venga risolto”.
Le ripercussioni della crisi idrica sulla comunità
La prolungata assenza di acqua a Capocolonna ha costretto la popolazione a riorganizzare la propria vita attorno a questa emergenza.
L'impiego dell'autobotte, secondo don Bernardino, dovrebbe rappresentare “una eccezionalità e non una normalità”, ribadendo con forza che “l’acqua non è un lusso, è un diritto e un servizio essenziale”.
Il disagio di Capocolonna si inserisce in un quadro più ampio che interessa anche la città di Crotone, dove si registrano disservizi idrici ricorrenti. In particolare, durante la settimana della festa della Madonna di Capocolonna, si sono verificati nuovi problemi dovuti a guasti tecnici agli impianti di potabilizzazione e alla rete di distribuzione, spesso aggravati da condizioni meteorologiche avverse. La continuità di tali disservizi ha colpito in modo più severo le fasce più vulnerabili della popolazione, incluse famiglie prive di serbatoi di accumulo, malati e anziani, che subiscono maggiormente l'impatto dell'interruzione del servizio idrico.
La necessità di interventi strutturali e investimenti
La crisi idrica che coinvolge Capocolonna e Crotone evidenzia l'urgente necessità di interventi radicali sulle infrastrutture idriche locali, ormai obsolete e soggette a frequenti malfunzionamenti. La carenza di investimenti per l'ammodernamento del sistema di approvvigionamento è indicata come una delle cause principali della ripetitività dei disservizi. In passato, era stata avanzata l'ipotesi di utilizzare fondi specifici per la messa in funzione di nuovi serbatoi, ma tali progetti non sono stati concretizzati. La situazione attuale richiama l'attenzione sulla qualità dei servizi essenziali e sull'imperativo di garantire l'accesso all'acqua come diritto fondamentale per tutti i cittadini.