Le motivazioni della sentenza della Corte d’Appello di Perugia sulla tragedia dell’hotel Rigopiano, rese note l’11 agosto 2026, delineano un chiaro quadro di responsabilità e omissioni. L’avvocatessa Wania Della Vigna, legale di parte civile, ha commentato la decisione, sottolineando che l’evento non fu una “imprevedibile fatalità naturale”, bensì il “risultato di una catena di omissioni, negligenze e sottovalutazioni del rischio”. Un elemento centrale evidenziato dalla Corte è la mancata redazione della Carta di localizzazione del pericolo valanghe (Clpv), ritenuta determinante nella sequenza degli eventi che portarono al disastro.

Le responsabilità individuate dalla sentenza

La sentenza della Corte d’Appello di Perugia ha stabilito che l’assenza della Clpv ha impedito l’attivazione dei successivi meccanismi di prevenzione e protezione dal rischio valanghe. L’avvocatessa Della Vigna ha evidenziato come sia stata “finalmente riconosciuta la sussistenza delle responsabilità e delle posizioni di garanzia”. Per la parte civile, la mancata attuazione della Clpv e una gestione inadeguata dell’emergenza e della viabilità avrebbero privato le vittime di una misura di salvaguardia decisiva. Questo rafforza il quadro delle responsabilità emerso dal processo.

La Carta di localizzazione del pericolo valanghe (Clpv)

La Carta di localizzazione del pericolo valanghe (Clpv) è uno strumento fondamentale per l’identificazione delle aree a rischio valanghe e la pianificazione delle misure di prevenzione.

Essa è cruciale per la gestione del rischio e l’attivazione di interventi mirati di protezione civile. La Corte ha rilevato che la sua assenza ha precluso l’applicazione delle procedure di prevenzione e gestione del rischio, contribuendo in modo determinante agli esiti tragici della vicenda.

Un monito per la prevenzione e la sicurezza

Secondo l’avvocatessa Della Vigna, la decisione della Corte “restituisce dignità alla memoria delle 29 vittime e verità ai familiari”, fungendo altresì da monito sul tema della prevenzione e della sicurezza del territorio. La sentenza riafferma l’importanza delle misure preventive e la necessità di una corretta gestione dei rischi naturali, in particolare in aree esposte a pericoli come le valanghe, per evitare il ripetersi di simili tragedie.