Undici sacerdoti aderenti alla Fondazione 'Interesse Uomo', impegnata tra Sicilia e Basilicata nel contrasto all’usura e al sovraindebitamento, hanno inviato una lettera al generale Vannacci esprimendo il loro "profondo dissenso e sconcerto". La comunicazione, resa nota a Potenza il 19 agosto 2026, invita il generale a rispettare la sacralità delle Scritture e la storia della Chiesa, in seguito ad alcune sue recenti dichiarazioni pubbliche.

La presa di posizione dei religiosi segue le affermazioni del leader di Futuro Nazionale che, nei giorni scorsi, aveva definito "l’apostolo Paolo come un camerata".

Vannacci aveva inoltre richiamato un presunto "principio economico paolino", basato sulle parole dell’apostolo "chi non vuol lavorare neppure mangi", per giustificare l’abolizione o il forte ridimensionamento dei sussidi sociali.

La condanna della strumentalizzazione

Nella missiva, i sacerdoti hanno fermamente dichiarato che "le Sacre Scritture non si prestano a essere ridotte a un manifesto politico". Hanno inoltre giudicato "grave e inaccettabile" l’associazione della figura di San Paolo a un termine storicamente legato a ideologie totalitarie e di parte, specialmente se inserita nel programma di una fazione politica. I firmatari hanno evidenziato come la citazione biblica sia stata "completamente decontestualizzata e trasformata in uno slogan economico per un manifesto d’esclusione sociale".

I religiosi hanno precisato che San Paolo non intendeva dettare regole di economia politica per uno Stato, né invocare punizioni contro i poveri. Al contrario, si rivolgeva a una comunità cristiana primitiva, esortandola alla responsabilità fraterna e al dovere morale di non essere di peso agli altri. Hanno sottolineato che l’apostolo non fu un esponente di un pensiero politico, né un militante di una fazione contrapposta a qualsivoglia "nemico umano".

L'appello al rispetto e l'impegno della Fondazione

La lettera si conclude con un esplicito invito al generale Vannacci a rispettare la sacralità delle Scritture e la storia della Chiesa. I sacerdoti hanno richiamato le parole stesse dell’apostolo: "nessuno cerchi il proprio interesse, ma ciascuno quello degli altri".

Hanno inoltre affermato di non poter "assistere in silenzio al tentativo di arruolare i santi della Chiesa sotto le bandiere del dibattito elettorale, né di vederli accostati a slogan di partito pronunciati nelle aule delle istituzioni".

La Fondazione 'Interesse Uomo', cui appartengono gli undici sacerdoti, svolge un ruolo cruciale tra Sicilia e Basilicata, dedicandosi al sostegno di persone e famiglie in difficoltà economica, con un focus specifico sul contrasto all’usura e al sovraindebitamento.