Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha dato mandato agli avvocati dei commissari, del Mimit, della Regione Puglia, degli enti locali e del Comune di Taranto, per valutare la possibilità di appellare la sentenza della Corte d'Appello di Milano relativa all'ex Ilva. L'annuncio è stato fornito dal presidente di Confindustria Taranto, Salvatore Toma, al termine del tavolo tenutosi presso il Mimit con le associazioni che rappresentano le imprese dell'indotto ex Ilva.

La sentenza e le reazioni istituzionali

La sentenza della Corte d'Appello di Milano prevede la chiusura dell'area a caldo dello stabilimento di Taranto entro 90 giorni.

In risposta, il ministro Urso ha avviato una serie di consultazioni con le istituzioni locali e le parti sociali per definire le azioni da intraprendere. Toma ha evidenziato la necessità di verificare i margini per un appello, sottolineando il coinvolgimento congiunto di Regione, enti locali e Comune nel percorso legale.

Incontri e prospettive per il futuro di Taranto

Per il futuro dell'impianto siderurgico di Taranto, i sindacati sono stati convocati il 4 agosto 2026 presso la sala del Parlamentino del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. In questa occasione, il ministro Urso ha illustrato le evoluzioni del dossier ex Ilva, ponendo l'accento sull'impatto della sentenza. Ha inoltre annunciato l'avvio di un tavolo tecnico con tutti i Ministeri coinvolti e le parti sociali, finalizzato ad approfondire le prossime misure da adottare per il sito produttivo.

Un'ulteriore riunione, specificamente dedicata all'area di Taranto, è stata fissata per il 5 agosto 2026. L'incontro sarà dedicato all'analisi dei progetti industriali presentati da soggetti che hanno manifestato interesse a sviluppare nuovi investimenti nel territorio. Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha manifestato grande preoccupazione per il futuro del territorio, chiedendo l'attuazione di un piano straordinario per Taranto. Un percorso analogo è stato avviato per Brindisi, dove sono state raccolte 35 proposte progettuali per la riconversione della centrale di Cerano e dell'area industriale locale.