Le rappresentanze sindacali unitarie (RSU) dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano hanno lanciato un appello per ottenere risposte concrete e urgenti sul futuro dell’impianto genovese. Durante un incontro cruciale tenutosi il 30 luglio 2026, i delegati sindacali hanno espresso profonda preoccupazione per la persistente mancanza di certezze riguardo alle prospettive produttive e occupazionali dello stabilimento. Hanno chiarito che, qualora non dovessero pervenire soluzioni rapide e soddisfacenti alle loro istanze, l'autunno potrebbe essere caratterizzato da un'intensificazione delle mobilitazioni e da nuove, significative iniziative di protesta.
I rappresentanti dei lavoratori hanno enfaticamente sottolineato l'esigenza di un piano industriale chiaro e di investimenti strategici mirati a salvaguardare la continuità produttiva e, di conseguenza, i posti di lavoro. Hanno inoltre ribadito con forza la richiesta di un confronto diretto e costruttivo con le istituzioni competenti e con la proprietà per discutere in modo approfondito le strategie future. La posizione delle RSU è stata espressa in modo inequivocabile: "Vogliamo risposte positive e immediate, altrimenti saremo costretti a un autunno di lotta che non lascerà spazio a compromessi".
Le richieste dei sindacati per Cornigliano
Lo stabilimento ex Ilva di Cornigliano rappresenta un pilastro industriale di primaria importanza per la Liguria, impiegando centinaia di lavoratori e sostenendo numerose famiglie.
L'attuale incertezza che avvolge il suo destino sta generando una forte e palpabile apprensione tra i dipendenti e le loro famiglie. Le RSU hanno sollecitato con determinazione garanzie sui livelli occupazionali e sugli investimenti indispensabili non solo per la modernizzazione degli impianti, ma anche per assicurarne la competitività a lungo termine.
Le rappresentanze sindacali insistono affinché la produzione a Cornigliano sia mantenuta a pieno regime e che vengano implementate misure efficaci e tempestive per tutelare sia l'occupazione sia la sicurezza dei lavoratori. La richiesta di un dialogo urgente e risolutivo con le autorità locali e nazionali rimane un punto fermo e irrinunciabile nelle rivendicazioni sindacali, considerate le implicazioni sociali ed economiche.
Il contesto nazionale e la sentenza su Taranto
La vicenda di Cornigliano si inserisce in un quadro nazionale più ampio e complesso che coinvolge direttamente altri siti strategici del gruppo, in particolare quello di Taranto. La Corte d’Appello ha infatti disposto la sospensione delle attività dell'area a caldo dello stabilimento di Taranto entro novanta giorni, a seguito di una sentenza che impone la chiusura per motivi giudiziari e ambientali. Questa decisione ha acuito ulteriormente l'incertezza sul futuro della siderurgia italiana nel suo complesso e ha rafforzato la necessità di interventi urgenti e coordinati a livello governativo.
Le RSU di Cornigliano hanno evidenziato come le determinazioni che riguardano altri complessi produttivi del gruppo possano avere significative e dirette ripercussioni anche sull'impianto genovese, rendendo ancora più impellente l'apertura di un tavolo di confronto che coinvolga tutte le parti interessate, dalle istituzioni ai rappresentanti dei lavoratori.