La Regione Veneto ha istituito una specifica unità organizzativa regionale Antimafia, annunciata dal presidente Alberto Stefani. L'obiettivo è rafforzare il ruolo dell'ente nella difesa e promozione della legalità. Questo percorso, avviato a Palazzo Balbi, creerà una struttura dedicata a supporto dei comuni veneti.

La nuova unità avrà il compito di contrastare le infiltrazioni mafiose, sostenendo enti locali e organizzazioni del terzo settore. Sarà uno strumento efficace e omogeneo per l'accesso e la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

Stefani ha citato Falcone e Borsellino: “Le mafie sono fenomeni umani destinati ad avere una fine; ognuno ha il dovere di fare la propria parte. E noi vogliamo fare la nostra”, sottolineando l'impegno della Regione.

Delega Antimafia e restituzione sociale

A fine maggio, il presidente Stefani ha assunto una specifica delega “antimafia” in Giunta. Ha ribadito che le organizzazioni mafiose danneggiano la comunità, che ha diritto a una restituzione sociale. “È fondamentale mantenere alta la vigilanza, punire i colpevoli e promuovere azioni che rendano i cittadini parte attiva in questa battaglia”, ha dichiarato Stefani, evidenziando un approccio che coinvolge la cittadinanza.

Strumenti per i Comuni e cultura della legalità

Con la nuova delega e la struttura, la Regione Veneto fornirà ai comuni gli strumenti tecnico-amministrativi per la gestione dei beni sottratti alla criminalità. L'iniziativa è stata presentata anche durante l'incontro tra Stefani e il Procuratore Capo di Venezia, Alessandra Dolci, a Palazzo Balbi il 26 maggio 2026. In tale occasione, Stefani ha rimarcato l'impegno costante nel contrasto alle mafie e la necessità di sensibilizzare i cittadini sul valore della legalità e sui comportamenti protettivi. L'obiettivo è una cultura diffusa contro l'illegalità.