Un significativo presidio di protesta ha animato Genova il 28 settembre 2026, radunando centinaia di persone in piazza della Meridiana, nelle immediate vicinanze della scuola Daneo. La mobilitazione, organizzata da un gruppo di genitori e insegnanti, è scaturita dalla recente rimozione, operata dalla polizia, di uno striscione antirazzista multilingue che era stato esposto all’ingresso dell’istituto. L’iniziativa ha avuto come obiettivo primario quello di contestare apertamente il cosiddetto decreto Valditara e di riaffermare con forza i fondamentali principi di inclusione scolastica.

Durante il presidio, i partecipanti hanno esibito cartelli e striscioni, uno dei quali recitava la frase emblematica: “La scuola che esclude è incostituzionale”. La protesta ha voluto richiamare l’attenzione anche sul testo dello striscione originariamente rimosso dalla scuola, che proclamava “qui nessun* è stranier*”. Questo messaggio, definito dagli organizzatori come chiaramente antirazzista e multilingue, era stato rimosso nella settimana precedente all’evento. È stato poi restituito da due agenti di polizia in borghese, come documentato da una galleria fotografica dedicata al “caso Daneo”.

Le ragioni profonde della mobilitazione

Francesca Pastore, avvocata e presidente dell’associazione dei genitori degli studenti della Daneo, ha illustrato le motivazioni alla base della mobilitazione, collegandola strettamente alla necessità di tutelare lo spazio scolastico dei bambini e di difendere i principi costituzionali che la comunità educante ritiene irrinunciabili.

Nel suo intervento, ha sottolineato come l’inclusione sia un elemento intrinseco e fondamentale della didattica della scuola, respingendo categoricamente l’idea che la presenza di alunni provenienti da contesti e Paesi diversi possa in alcun modo rallentare il processo di apprendimento.

L’associazione dei genitori della Daneo ha anche letto pubblicamente una lettera in cui il decreto che propone un tetto alla presenza di studenti stranieri viene categoricamente definito inutile e dannoso. Il testo ha richiamato le numerose attività extrascolastiche promosse negli anni attorno alla scuola, evidenziando un modello di comunità basato su colazioni e merende condivise, uscite didattiche e la messa a disposizione di materiale scolastico.

Il presidio è stato convocato mentre gli alunni erano regolarmente a scuola con maestri e maestre, un dettaglio richiamato dalla presidente dell’associazione in chiara risposta alle precedenti dichiarazioni del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che aveva parlato di una presunta strumentalizzazione dei bambini da parte della sinistra.

Ampia partecipazione e adesioni

La mobilitazione ha raccolto un vasto consenso e numerose adesioni. Hanno partecipato attivamente associazioni, comitati civici, ordini professionali, sindacati, diverse realtà del territorio e rappresentanti di partiti politici, a testimonianza della trasversalità del messaggio e della preoccupazione diffusa per le tematiche sollevate dal “caso Daneo” e dal dibattito sull’inclusione scolastica.