Da Milano, il 9 settembre 2026, l'avvocato Giorgio Perroni, legale della famiglia Berlusconi, è intervenuto sulla testimonianza di Giovanni Brusca resa a Firenze. La deposizione è avvenuta nel processo a carico di Salvatore Baiardo, ex gelataio di Omegna (Novara), imputato di calunnia contro Massimo Giletti. Perroni si è focalizzato sulle dichiarazioni di Brusca relative a Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, che, a suo dire, sarebbero già state valutate in precedenti decisioni giudiziarie.
Perroni ha richiamato sentenze pregresse in cui le affermazioni di Brusca furono considerate inattendibili per la loro "fortissima ambiguità" e le contraddizioni con altri dati processuali.
Tali dichiarazioni erano state definite "del tutto inconsistenti ai fini probatori". La sua critica principale riguarda la trasformazione dell'udienza fiorentina sul processo Baiardo, avviato a febbraio, in un confronto su Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, figure non imputate nel procedimento.
Le contestazioni sulla testimonianza di Brusca e la reazione della famiglia
Giovanni Brusca, ascoltato come testimone, ha dichiarato di non aver mai visto né conosciuto Salvatore Baiardo, l'imputato. Il legale ha criticato la scelta di concentrare l'audizione su dichiarazioni riguardanti Berlusconi e Dell’Utri, già oggetto di precedenti valutazioni giudiziarie. Le accuse relative alle stragi di mafia del 1993-94 e all'ipotesi di mandanti occulti sono state, nell'arco di oltre trent'anni, ripetutamente smentite e archiviate.
La critica di Perroni si estende alla condizione di Silvio Berlusconi, scomparso da oltre tre anni e, pertanto, non più in grado di replicare alle affermazioni richiamate. Il legale ha contestato che persone non parti del processo vengano coinvolte nel dibattimento attraverso la riproposizione di elementi già trattati. Il tema principale sollevato rimane la distinzione tra il giudizio sul caso specifico di Baiardo e il tentativo di riaprire questioni già risolte.
A rafforzare la posizione familiare, Barbara Berlusconi ha espresso ferma contestazione riguardo il riemergere di accuse e ricostruzioni contro il padre. Ha affermato che da oltre trent’anni mancherebbero prove e ha ribadito che la famiglia continuerà a difenderne la memoria. Ciò sottolinea il disagio per il ritorno di accuse e ricostruzioni che, a suo avviso, hanno caratterizzato la storia giudiziaria del padre.