La Rete degli Studenti Medi del Lazio ha dato il via a una significativa mobilitazione il 28 settembre 2026, portando striscioni e cartelli nelle scuole per esprimere la propria ferma opposizione al recente decreto scuola. Al centro della contestazione vi è la controversa misura che impone un tetto del 30 per cento alla presenza di studenti con cittadinanza non italiana e con scarse conoscenze della lingua italiana nelle classi prime. Questa iniziativa, che ha coinvolto gli istituti del Lazio, mira a porre l'attenzione sui principi fondamentali dell'accesso alla scuola pubblica e sulla composizione delle classi.
Simone Montori, coordinatore regionale della Rete, ha chiaramente espresso la posizione dell'organizzazione, affermando: “Siamo fermamente contrari a questa misura”. La protesta è profondamente radicata nella convinzione che la scuola pubblica italiana debba essere un luogo dove “nessuno è straniero”, un principio cardine che guida l'azione studentesca. La Rete contesta con forza la logica di intervenire sulla composizione delle classi basandosi sulla cittadinanza o sul livello di conoscenza linguistica degli alunni.
La posizione della Rete degli Studenti Medi sull'inclusione
Montori ha ribadito che la scuola pubblica deve rappresentare uno spazio di autentica inclusione, rifiutando categoricamente l'idea di dividere gli studenti in base alla loro origine o nazionalità.
L'organizzazione studentesca ritiene che le difficoltà linguistiche non debbano essere affrontate con misure segregazioniste, ma piuttosto attraverso un investimento mirato nell'insegnamento dell'italiano come seconda lingua e nel potenziamento dei servizi di supporto. La mobilitazione si oppone quindi a qualsiasi proposta che preveda lo spostamento o la separazione degli studenti come soluzione ai problemi legati alla conoscenza della lingua.
Proseguono le mobilitazioni contro il decreto
La protesta iniziata il 28 settembre 2026 non rappresenta un evento isolato. La Rete degli Studenti Medi del Lazio ha già annunciato un'ulteriore intensificazione della mobilitazione, con appuntamenti fissati nelle scuole e nelle piazze per il 17 ottobre e il 20 novembre.
Queste future iniziative continueranno a opporsi al decreto scuola, promuovendo con determinazione una visione di scuola che sia veramente inclusiva e accessibile, garantendo uguali diritti e opportunità a tutte le studentesse e a tutti gli studenti.
Il contesto del decreto-legge sulla scuola
Il decreto-legge, approvato il 24 settembre 2026, introduce una serie di misure urgenti. Tra gli obiettivi principali vi sono il regolare avvio dell’anno scolastico 2026/2027, il completamento degli interventi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) di competenza del Ministero dell’Istruzione e del Merito, e disposizioni per l'integrazione degli studenti stranieri. Il provvedimento include anche norme relative alla formazione superiore e alla ricerca.
Dal testo del decreto emerge che, a partire dall’anno scolastico 2027/2028, le classi prime saranno soggette a nuove regolamentazioni sulla composizione, in particolare per quanto concerne la percentuale di studenti con cittadinanza non italiana e con difficoltà linguistiche.