L'Università di Teramo ospiterà il convegno “Costruire la giustizia riparativa: prassi nazionali e vincoli internazionali” mercoledì 30 settembre 2026, dalle ore 15.00, presso la Sala delle Lauree del Polo didattico “S. Spaventa”. L'evento riunirà esperti, magistrati, accademici e operatori del settore per un confronto sulla giustizia riparativa, le sue prassi nazionali e i vincoli internazionali ed europei. L'incontro esaminerà questo modello come integrazione alla sanzione tradizionale, offrendo spazi di ascolto, dialogo e responsabilizzazione per vittime, autori del reato e la comunità.
Particolare attenzione sarà dedicata alle questioni applicative, al coordinamento con il processo penale e alla tutela delle vittime, con un focus sui casi di violenza di genere, in linea con la Convenzione di Istanbul. Il rettore Christian Corsi aprirà i lavori con i saluti istituzionali.
Il programma e i temi centrali
Dopo i saluti iniziali, Rosita Del Coco e Bruno Scicchitano, presidente della Corte d’appello dell’Aquila, introdurranno i lavori. La sessione di relazioni accademiche, presieduta da Marco Pierdonati, vedrà gli interventi di Roberto Bartoli, Nicola Pisani, Paola Maggio, Francesca Tammone e Claudia Massa. Seguirà una tavola rotonda, presieduta da Laura Colica (sostituto procuratore di Teramo e referente della Scuola Superiore della Magistratura), con la partecipazione di rappresentanti del mondo giudiziario, forense, psicologico e istituzionale, inclusi presidenti di tribunale, garanti e operatori.
Le conclusioni saranno affidate a Emanuela Pistoia. Il convegno, organizzato nell’ambito della September School della Jean Monnet Chair Deepening European Criminal Justice (DeCrim), approfondirà la disciplina della giustizia riparativa, le questioni applicative, il rapporto con la funzione rieducativa della pena e con il processo penale, la tutela delle vittime e i vincoli derivanti dal diritto dell'Unione europea. L'Ateneo promuove l'iniziativa per favorire il dialogo tra mondo accademico, magistratura e avvocatura, rafforzando la cultura giuridica e la coesione comunitaria.