Confcommercio Milano ha stimato in oltre mezzo milione di euro i danni subiti da negozi e locali situati nel centro della città a seguito degli scontri. Questa prima quantificazione, resa nota il 18 ottobre 2026 dal segretario generale Marco Barbieri, include non solo i danni materiali diretti alle strutture e alle merci, ma anche il mancato introito legato alla chiusura anticipata delle attività commerciali, imposta alle ore 17.

Barbieri ha fornito dettagli sulla portata economica degli eventi, specificando che “nella zona centrale la stima è di oltre cinquecentomila euro fra danni e mancato introito perché alle 17 i negozi hanno dovuto chiudere”.

Il dato rappresenta una prima valutazione complessiva dell'impatto finanziario, che considera sia i danneggiamenti fisici subiti dagli esercizi commerciali sia le perdite economiche derivanti dall'interruzione forzata delle operazioni.

L'allarme di Confcommercio e il contesto sociale

Il segretario generale di Confcommercio Milano ha espresso una forte preoccupazione per la situazione, definendola inedita e senza precedenti: “una situazione del genere non si era mai vista”. La valutazione dell'associazione dei commercianti si concentra sulle gravi conseguenze degli scontri nel cuore pulsante della città, dove numerose attività commerciali hanno subito danni diretti e sono state costrette a interrompere anticipatamente la loro giornata lavorativa.

Barbieri ha inoltre delineato un quadro di apprensione per il futuro, collegando gli episodi a un più ampio disagio sociale. Ha aggiunto: “C'è preoccupazione per il futuro, perché quello che si evidenzia è una situazione di disagio sociale”, pur ribadendo la fiducia nelle istituzioni e l'importanza di una responsabilità condivisa, affermando che “ognuno deve fare la sua parte”.

I segni degli scontri nel centro di Milano

Gli scontri, scoppiati durante una protesta contro il caro vita, hanno lasciato segni evidenti e devastanti nel centro cittadino. Le descrizioni degli eventi parlano di negozi danneggiati e saccheggiati, vetrine infrante e arredi urbani dati alle fiamme, trasformando il cuore di Milano in uno scenario di devastazione.

In particolare, sono state segnalate vetrine rotte in via Dante, e l'area interessata dagli episodi si estende anche alla zona compresa tra il Duomo e corso Vittorio Emanuele, punti nevralgici dello shopping e della vita milanese.

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha commentato la gravità della situazione, parlando di danni significativi. Ha inoltre riferito di una verifica in corso per quantificare l'entità precisa dei danni e ha sottolineato la necessità che sia i privati che il Comune valutino le possibilità di rivalsa rispetto alla gestione dell'ordine pubblico. Il bilancio provvisorio degli episodi menziona una sessantina di persone fermate, a testimonianza della portata degli eventi che hanno scosso la metropoli lombarda.