Progettata ed ideata dal Museo Diocesano di Milano e curata da Gemma Sena Chiesa e Paolo Biscottini la mostra offre al visitatore un percorso corredato di mappe e di oggetti di archeologia romana e paleocristiana nel numero di 231 provenienti dai più  importanti musei del mondo.

E’ possibile per l’appassionato avere uno sguardo sulla Milano di epoca costantiniana in quanto una mappa  in una sala dell’ingresso mostra la pianta del palazzo imperiale di Via Brisa  che da Porta Vercellina si estendeva sino a Porta Ticinensis con sul lato destro la basilica di  Sant’Ambrogio e a sinistra il teatro e il foro, mentre nel lembo sud era sita la Basilica di Sant’Eustorgio.

Delle grandi dimensioni di questo palazzo non rimane nulla, mentre nelle sale successive è possibile ammirare i pannelli lignei delle porte di Sant’Ambrogio e la capsella argentea da San Nazaro.

Nella vita di Costantino si legano due grandi eventi, il ritrovamento della vera croce attribuibile alla madre Elena e la Battaglia sul Ponte Milvio (25 ottobre 312 ), di conseguenza su tali fatti è stata impostata la struttura della mostra che offre grande spazio al ritrovamento della vera croce, con uno stupendo quadro del Veronese ( la Visione di Sant’Elena) e quadri di Cima da Conegliano,e gli oggetti legati  al Chrismon, come il Labaro di Costantino che in mostra è stato ricostruito.

Il Chrismon, ovvero il monogramma di Cristo, è formato dalle lettere sovrapposte dell’alfabeto greco X( si legge chi) e P ( si legge RO), ossia le prime due lettere della parola Cristo, l’unto, il prescelto.Lo storico Eusebio, alla vigilia della battaglia contro Massenzio sul ponte Milvio, racconta che l’imperatore avrebbe visto apparire in cielo una croce di luce sovrapposta al cerchio del sole con la scritta ‘ in hoc signo vinces’ ( vincerai sotto questa insegna).

Costantino avrebbe quindi fatto sostituire nel labaro(il vessillo militare composto da un drappo quadrato color porpora attaccato a una lancia) l’immagine dell’aquila imperiale con quella del Chrismon. E’ interessante notare come la figura del Cristo non compaia prima del VI secolo e rimanga rara sino in epoca carolingia.

Alla mostra è possibile ammirare reliquari preziosissimi, ad esempio il reliquario di Sant’Elena in Aracoeli in legno di sandalo, pietre preziose e chiodi d’argento della metà del XII secolo.

Ma l’aspetto che fa più riflettere sono le parole dell’Editto che campeggiano già dalla prima sala. Inutile dire che una attuale riflessione sul principio della tolleranza è quanto mai necessario nei nostri tormentati tempi.

 

Da gennaio sarà attiva in mostra una parete multimediale, allestita da Arpanet, sulla quale saranno visibili contributi grafici e testuali inviati via internet da tutto il mondo.

La mostra rimarrà aperta sino al 17 marzo 2013 con i seguenti orari : lunedì ( 14.30-19.30), martedì, mercoledì,venerd’ e domenica ( 9.30-19.30) , giovedì e sabato ( 9.30-22.30)