Esplosivo,sanguinolento, accattivante, feroce, indimenticabile. Quando pensi aDjango Unchained diretto e scritto da Quentin Tarantino,uscito in Italia il 17 gennaio, non puoi farlo che con aria sognantemista a un pizzico di disgusto, positivamente inteso.
Tarantinodescrive un mondo a noi lontano, quello della schiavitù dei neri inAmerica, e lo fa con lo stile che lo contraddistingue da ormai ventianni, da quando nel 1992 diresse, scrisse e interpretò quelcapolavoro che è "Le Iene".
Latrama della nuova pellicola è un susseguirsi di eventi concatenatianche se spesso imprevedibili, lo spettatore non può rilassarsi unattimo, nessuno dei personaggi può dire di avere la testa saldamenteattaccata sulle spalle perché da un momento all'altro chiunquepotrebbe arrivare e fargliela saltare in aria.
Sicuramentepoco adatto ai deboli di stomaco, anche se non raggiunge gli apici diviolenza di "Bastardi Senza Gloria", Django Unchained colpisce per la freddezza e l'automaticità con cui i protagonistiuccidono i loro nemici o le loro prede.
Meritatamentecandidato a cinque premi Oscar, cinque BAFTA Awards e cinque GoldenGlobe, il film avrebbe sicuramente suscitato meno entusiasmo se adinterpretarlo non ci fossero stati attori come Jamie Foxx(nel ruolo di Django), Christoph Waltz(Dottor Schultz), Leonardo DiCaprio(Calvin J. Candie) e Kerry Washington(Broomhilda Von Shaft).
Uncast eccezionale in cui a farla da padrone è la spettacolarepresenza scenica e l'interpretazione fenomenale di Christoph Waltz,che con Tarantino aveva già lavorato in "Bastardi Senza Gloria"vestendo i panni del colonnello Hans Landa, e che riesce a donare alsuo Dr.
Schultz un'anima schietta, affarista ma anche sensibile, esoprattutto un viso espressivo ed estremamente caratterizzato.
Ottimaanche la prova del protagonista Jamie Foxx che interpreta unpersonaggio niente affatto semplice: uno schiavo riscattato da uncacciatore di taglie che lo assume come suo aiutante e che vuole atutti i costi ritrovare la moglie perduta a causa del traffico deglischiavi. Un uomo forte e determinato ma anche fragile per via dellamoglie, che rappresenta il suo tallone d'Achille.
C'èanche l'interpretazione che non ti aspetti: Leonardo DiCaprio è unvillain superbo, ilsuo Calvin Candie cambia d'umore ogni cinque secondi e lui è ingrado di rendere la sua complessità perfettamente visibile, donandoal personaggio un fascino del tutto particolare.
Atutto ciò si aggiunga l'ottima colonna sonora, tra cui spicca un brano di EnnioMorricone interpretato da Elisa.