Una nuova polemica tra cinema e politica tocca l'Italia. A palesarsi contrari alla proiezione di "Girlfriendin a coma" sono Lorenzo Ornaghi, ministro uscente della cultura, e GiovannaMelandri, dal 1998 al 2001 Ministro per i Beni e le AttivitàCulturali, nonché sostenitrice dell'associazione Libertà e Giustizia.
Proprioviolando questi due valori, si è deciso di censurare la proiezione del documentariodi Bill Emmott, exdirettore dell'Economist, ora opinionista de "La Stampa", insieme alla giornalista italiana Annalisa Piras. La riproduzione delfilm avrebbe dovuto tener luogo presso il Maxxi (Museo Nazionale delleArti del XXI secolo) il 13 febbraio, ma visto l'argomento trattato, saràposticipato a governo costituito in nome della par condicio.
Perché? Il temaaffrontato dalla pellicola tocca, anzi si addentra in maniera intensa negliultimi vent'anni della politica italiana, ovvero l'Italia di Berlusconi, ma nonsolo. Il film s'ispira all'ultimo libro di Emmott, "Good Italy, Bad Italy", "una denuncia e insieme una dichiarazione appassionata per l'Italia",un monito per svegliare gli italiani dal torpore che la politica ha creato pertutelarsi. Nel film sono coinvolti molti volti nostrani: Umberto Eco, Nanni Moretti,Toni Servillo, Marco Travaglio, Mario Monti,John Elkann, Sergio Marchionne e tanti altri.
Dopo la decisione del governo, Bill Emmott ha cosìcommentato: "Questo non è l'ennesimo, ma piuttosto il miomodo di rilanciare il dibattito su chi ecosa ostacola il cambiamento in dieci aree vitali.
Ora è il tuo turno,nomina e svergogna i peccatori". Infine, l'ex direttore dell'Economist chiede atutti di bombardare il ministero e la presidenza del Maxxi con una mail diprotesta. In cui si condanna fermamente "la decisione del Ministero dei Beni Culturali e delladirezione del Maxxi di vietare la proiezione, il 13 febbraio a Roma, del filmdocumentario indipendente britannico". La lettera domanda "l'immediata programmazione del film in nome della libertà di espressione cheogni stato democratico deve difendere e applicare".
Perché la politica inItalia cambi registro, è necessaria la partecipazione attiva dei cittadini,poiché è l'indifferenza che ha permesso lo stato attuale delle cose e a Giorgio Gaber di pensare così: "Eccola differenza che c'è tra noi e 'gli innominabili': di noi posso parlare perchéso chi siamo, e forse facciamo più schifo che spavento".