Oggi avrebbe compiuto 60 anni e siamo sicuri che ci avrebbestrappato un sorriso ironizzando sulla sua età che ormai avanzava. MassimoTroisi era così, spiritoso e ironico ma senza volerlo, tutto ciò checaratterizzava la sua personalità non era l'essere attore ma essere sé stesso,in ogni suo film e in ogni sua battuta c'era sempre un po' del Massimo-uomoprima che del Massimo-attore.
Il suo essere così timido ma comunque sfrontato,il suo modo di parlare così personale e popolare, come quando affermòcandidamente durante un'intervista di Isabella Rossellini, nella quale lagiornalista chiese come mai lui si esprimesse sempre in napoletano, "Perché è l'unicomodo in cui so parlare".
Massimo era così, era un predestinato, non sispiegherebbe altrimenti il fatto che al suo primo film, Ricomincio da tre, ricevette già grandi consensi dalla critica eaddirittura fu definito "il salvatore del cinema italiano" allora consideratoin crisi; Vecchioni paragonò il suo aspetto e il suo modo di recitare a quelladi un "Pulcinella moderno".
Successo straordinario ottenne il suo ultimo film Il postino, tanto che Sean Conneryaffermò che "gli avrebbe fatto piacere girare un film con Troisi" e gliconsentì di ottenere numerose recensioni favorevoli da giornali americani come The Washington Times e The New York Times. Numerosifurono i riconoscimenti ottenuti durante la sua carriera tra cui: Nastri d'Argento,David di Donatello, Globo d'Oro, Ciak d'Oro, e due candidature agli Oscar del1996 come miglior attore e migliore sceneggiatura nonoriginale per Il postino. E'interessante notare che da una classifica stilata dalla federazione italianapsicologi nel 1997, Massimo Troisirisultava essere un mito per la maggior parte dei giovani.