La grande mostra antologica De rerum fabula sta per chiudersi: finirà il 17 marzo 2013. Rimaneappena un mese per ammirare il lavoro instancabile di un artista dal pigliocritico e mai pago dei livelli raggiunti.
Il suo amore per gli animali e lecose lo ha spinto verso una ricerca parossistica e una denuncia sistemica dellanostra società e delle sue contraddizioni. Così, con l’acutezza dello sguardo econ una mano tanto portata al disegno e alla rappresentazione plastica hatrasformato in strane creature metalliche, e in originali installazioni diferro e piombo il suo spirito libertario e contestatore.
Eternando quell’afflato,che è insieme fatto di ansia di trascendenza e di difesa strenua di quellaparte di mondo che andava protetto, pena la perdita della sua innocenza.
Ci è riuscito e le opere parlanoda sole. Ma nessuno, o almeno pochi sapevano che accanto alla indefessaattività di scultore ve ne è stata un’altra, quella di regista . I quattro filmche sono stati proiettati (Buco, Ova, Ali di primavera, Aspide) lavori diassoluta sperimentazione, realizzati negli anni della pop art americana ed influenzati da questo movimento, aiutano a capire l’uomo e la suapoetica, ma ciò che più ci ha rapito è stata la testimonianza che ha elargito afine serata.
Con quel suo modo un po’scanzonato e un po’ emozionato ha rievocato il momento in cui ha incontratoFellini a Candia.
Fellini era statointervistato dal giornalista Giancarlo Liuti, e nel corso dell’intervista avevaaffermato "Questo scultore dovrò coinvolgerlo in un mio film". Così il granderegista venne ad Ancona e Trubbiani lo portò nel suo studio. "I topacci", cosìli chiamò Fellini, gli piacquero. "Ma ora a distanza di tempo capisco che, equesto è ciò che vale, altro che la vendita di qualche statuetta, inquell’incontro mi resi subito conto di trovarmi davanti a un genio, di quellirinascimentali, capaci di grandi cose in tanti campi’
Con questa affermazionesi mostra visibilmente commosso. Si emoziona, questo spirito libero egenialissimo e ama ancora rievocare lasorpresa di quando scoprì che lo stesso Saramago, Nobel della letteratura nel’99, nell’opera Manuale di calligrafia e pittura gli dedicò alcuni capitoli.
Tutto grazie allapartecipazione alla biennale di Veneziadel 1972.
Va ricordata la strettacollaborazione tra Trubbiani e Fellini per il film E la nave va. L’uomo è delicato , sensibile etimido e piace questa schiettezza semplice e autentica.
L’incontro era condotto dalcritico Enrico Crispolti, autore delcatalogo, e dal critico FrancescoGalluzzi, docente di estetica all’Accademia di Belle Arti di Palermo.
Il prossimo incontro avverrà il 6 marzo e sarà una tavola rotondacondotta dal critico Crispolti su cui sirifletterà intorno al tema Le sculture sono racconto?