Il cinema è una forma d'arte basata sulla fantasia e la creatività, così come ogni altra. Per cui si presta molto bene al concetto del fake, ossia il verosimile che può apparire vero agli occhi dello spettatore, ma che non lo è. Ecco alcuni esempi di come questo escamotage narrativo si è concretizzato in alcune pellicole.
All'inizio c'era il pasticcere trotzkista: si tratta di un musical con Silvio Orlando che fa il pasticcere trotzkista mai girato da Nanni Moretti, ma che viene citato nei film "Aprile" e "Caro diario". Le scene del fake possono essere viste in queste due pellicole, e sono ambientate in una pasticceria con lavoratori ballerini e lo stesso Orlando che, tra panna montata e creme, balla divertendosi.
Uno dei fenomeni cinematografici più interessanti degli ultimi anni è il fake trailer di "Machete", inserito all'interno di "Planet Terror". Robert Rodriguez e Quentin Tarantino avevano realizzato in realtà ben quattro fake trailer da inserire nei loro "Grindhouse", ma solo "Machete" è stato usato e ha riscosso talmente tanto successo da diventare non solo un film, ma addirittura una saga che sta giungendo al suo secondo capitolo.
Molto utilizzato in alcuni film dell'orrore anche la tecnica narrativa del fake documentary. Il primo grande fenomeno in tal senso è stato "The Blair Witch Project", aiutato da una campagna pubblicitaria molto più pregevole del film in sé. Tra i tanti esempi di fake documentary c'è da annoverare "REC", diretto da Jaume Balaguerò e Paco Plaza: si tratta di un horror che parla del contagio all'interno di un palazzo e di una troupe televisiva che si trova lì per caso e riprende lo strano mistero. Non è una tecnica particolarmente fortunata nel cinema, anche se gli estimatori non sono pochi.