Italo Calvino nasce a Santiago de Las Vegas (Cuba) nel 1923 ma si trasferisce con la famiglia nel 1925 a San Remo. Partigiano durante la II Guerra Mondiale nel 1947 scrive "I sentieri dei nidi di ragno", la sua prima opera letteraria. Attivista del Pci, negli anni Settanta comincia a collaborare al "Corriere della sera" prima e "la Repubblica" poi. Muore a Castiglione della Pescaia nel 1985. Di Calvino il più bello e attuale scritto l' Apologo sull'onestà nel paese dei corrotti, in cui racconta di un paese che si reggeva sull'illecito.

Nel racconto, leggi e sistema politico c'erano ed erano pure fatti bene, ma esisteva un gran numero di centri di potere, che procacciavano mezzi finanziari solo illecitamente chiedendoli in cambio di favori illeciti; ogni centro di potere non era sfiorato però da alcun senso di colpa.

Il paese aveva un bilancio ufficiale alimentato dalle imposte su ogni attività lecita, e finanziava lecitamente tutti coloro che lecitamente o illecitamente riuscivano a farsi finanziare.

C'era pure un tribunale che, di tanto in tanto, decideva d'applicare le leggi; in quei casi il sentimento dominante, anziché la soddisfazione per la rivincita della giustizia, era il sospetto che si trattasse d'un regolamento di conti d'un centro di potere contro un altro centro di potere.

Avrebbero potuto dunque dirsi tutti unanimemente felici, non fosse stato per l'esistenza di una categoria di cittadini diversi e ingombranti: gli onesti, questi poveretti pieni di valori, complessati da continui dubbi perché non volevano violare leggi morali e giuridiche, erano una presenza che dovevano sopportare nella loro sgradevolezza. 

Gli onesti vivevano in contrapposizione ai malviventi e che volevano rassegnarsi all'estinzione.

La loro consolazione era pensare che così come loro in tutte le società durante millenni s'era perpetuata una società di malandrini, in cui gli onesti erano costretti a vivere con un'amara consolazione: sopravvivere senza altra pretesa che di vivere la propria diversità.

E' da leggere tutto d'un fiato, questo scritto: nella nostra società risulta amaro ogni giorno di più. Nell'Italia di qualche anno fa leggere Calvino poteva essere un momento rilassante e d'ilarità, oggi invece le buffe storie descritte nei libri dello scrittore sono fatti di vita quotidiani che non hanno nulla di divertente, nei giorni attuali per quello che stiamo vivendo risultano amare e tristi.

Tra le opere di Calvino, la trilogia dei Nostri Antenati "Il cavaliere inesistente", "Il barone rampante", "Il visconte dimezzato", "Le cosmicomiche", "Se una notte d'inverno un viaggiatore", fino al saggio "Lezioni americane" uscito postumo nel 1989, sono tutte da leggere e consigliate per l'estate ma anche per riflessioni sul mondo che ci circonda.

E soprattutto "Marcovaldo" la sua amara e furba esistenza che si sviluppa in ogni suo giorno con un tentativo di sconfiggere la sfortuna e la disperazione per un'esistenza illogica e senza speranza.