Mentre il Ministro dell'Istruzione Carrozza presentava all'UE un resoconto sulla qualità dell'istruzione scolastica italiana presentandone le lacune, i "successi" e, prevedendo nel medio termine un cambio di rotta sulla questione tagli, il M5S presentava una sua mozione per garantire il miglioramento senza se e senza ma del comparto scuola.

Il movimento, a supporto di un progetto teso a migliorare tale istituzione, ha presentato un suo programma preciso e dettagliato che incontrerà il parere favorevole di chi vi lavora con passione, di chi ogni giorno, deve lottare con continui tagli che incidono drasticamente sulla didattica.

Nella mozione avanzata al governo Letta dalla VII Commissione Cultura, si  invita lo stesso governo a restituire ciò che è stato tolto durante le legislature precedenti, circa 7.656 milioni di euro, che ha ridotto drasticamente il numero dei posti degli insegnanti e che ha avuto, come unica conseguenza, la formazione delle "classi pollaio".

Il M5S sottolinea la necessità di coprire tutte le cattedre vacanti  attraverso un piano triennale di stabilizzazione, inserendo anche nuove figure professionali in supporto alla didattica e che, docenti, abilitati e non formalmente abilitati anche se idonei all'insegnamento, devono poter continuare a svolgere il lavoro con la stessa professionalità che per anni ha garantito il funzionamento della scuola pubblica.

Mirano, inoltre, ad interventi per il recupero e la messa in sicurezza degli edifici scolastici. 

Non dimentichiamo che l'UE, con la messa a punto della Strategia di Lisbona, ha ribadito la necessità che i governi investano nell'istruzione in modo prioritario, tutto questo per rendere economicamente forte e competitiva la stessa realtà sociale e finanziaria dell'Europa.

Il comparto scuola è un nodo da sciogliere per molti partiti politici e sul quale "puntano" per acquisire voti e consensi, speriamo che la ragione e il buon senso prevalgano su meri giochi di potere che non fanno bene al futuro del nostro paese.