La terza e decisiva battaglia di El Alamein iniziò il 23 ottobre e si concluse il 4 novembre 1942. Essa permise agli Alleati di aprire la strada allo sbarco in Sicilia. Ecco la storia.

Nel mese di luglio del '42 le forze dell'Asse (Tedeschi e Italiani) comandate dall'impareggiabile fedmaresciallo Erwin Rommel ("la volpe del deserto") avevano sbaragliato le truppe inglesi (conquista di Tobruk) ed erano entrate profondamente in Egitto. Dirigevano alla conquista del Canale di Suez che avrebbe permesso di interrompere i rifornimenti nemici e successivamente occupare i preziosi giacimenti petroliferi in medio oriente. Nonostante alcune gravi criticità (inferiorità di uomini e mezzi, rifornimenti limitati) Rommel il 30 agosto ordinò alla sua Armata corazzata di attaccare.

Fu un fallimento ed il fedmaresciallo dovette trincerarsi per contrastare il contrattacco dell'ottava armata alleata guidata dal generale inglese Montgomery.

La zona geografica era costituita da una desolata ma strategica striscia desertica larga circa 60 km, chiamata El Alamein (in arabo "le due bandiere") distante 110 km da Alessandria d'Egitto. In settembre, Rommel, che soffriva di stress da affaticamento, schierò le sue forze sul campo, fu rimpatriato per curarsi e chiese al Furher rinforzi, vista l'inferiorità di uomini e mezzi. La sua richiesta fu vana.

Le forze in campo prima dello scontro finale: Alleati, 200.000 uomini contro 100.000 dell'Asse; 1.200 carri armati contro 500; 1500 cannoni contro 500; 1.000 aerei contro 350. Inoltre gli inglesi potevano contare su una catena di rifornimenti più che sufficiente, mentre Italiani e Tedeschi ricevevano scarsi viveri e munizioni.Tutto giocava a favore di Montgomery.

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Le forze dell'Asse erano trincerate lungo due linee, "Linea Oxalic" e "Linea Pierson", difese da un enorme quantitativo di mine anticarro, antiuomo e a trappola che costituivano il "Giardino del Diavolo".

L'attacco alleato (operazione Bertram) ebbe inizio alle 21.40 del 22 ottobre (notte di luna piena) con 20 minuti di intenso fuoco di artiglieria, seguito dall'assalto della fanteria che durò sino al giorno 27. Il 24 ottobre, il Comandante dell'Asse, il generale tedesco Stumme subentrato alla "volpe del deserto", morì d'infarto e Rommel ne prese subito il posto.

Gli Alleati furono costretti ad interrompere l'attacco verso sud per la durissima difesa avversaria, mentre sfondarono a nord dove respinsero anche il contrattacco dell'Asse. La prima fase dell'operazione era finita con il raggiungimento di obiettivi importanti, seppure a caro prezzo. La linea difensiva di Rommel era tuttavia ancora molto pericolosa. Il cauto Montgomery decise d'interrompere l'assalto e di riorganizzare le truppe, convinto che la superiorità in uomini e mezzi avrebbe portato alla vittoria.

L'offensiva decisiva (operazione Supercharge) scattò il 2 novembre con l'impiego di 800 carri e 350 cannoni. Il giorno successivo Rommel rimase con soli 35 carri e, nonostante gli ordini contrari di Hitler, fu costretto alla ritirata. Le forze preponderanti britanniche ebbero inevitabilmente la meglio, ma dovettero sopportare forti perdite.

Le truppe dell'Asse, nonostante azioni coraggiose e generose azioni come quelle della stoica divisione italiana Folgore, nulla poterono davanti alla supremazia degli avversari. Si concluse così con forti perdite da ambo gli schieramenti la prima battaglia decisiva per le sorti di tutta la Seconda Guerra Mondiale.

Un film da vedere: El Alamein – La Linea Del Fuoco di Enzo Monteleone.